L’AQUILA – “L’ennesima polemica fondata sul nulla. Il Comitato organizzatore ha una struttura precisa e non è di certo colpa sua, inoltre, se le imprese aquilane non rispondono ai bandi”.

Il consigliere del Comune dell’Aquila Giuliano Di Nicola, che fa parte del comitato organizzatore come referente per l’amministrazione, risponde alle polemiche sollevate dal consigliere di minoranza Guido Liris su una presunta esclusione delle aziende del territorio dall’erogazione di servizi e forniture necessarie alla manifestazione.

Il bando da cui è nata la polemica di Liris è quello relativo alla fornitura di 75 mila bandierine per l’Adunata degli alpini dell’Aquila, andato deserto e poi rimodulato con una riduzione del numero di vessilli a 15 mila con un importo a base d’asta di 30 mila euro.

 “Un bando vinto da una società non aquilana”, aveva commentato il consigliere comunale di Forza Italia.

“Una polemica basata sull’aquilanità – tuona Di Nicola – lo vogliamo capire che il mondo è cambiato? Il Coa ha contratti che deve rispettare con alcuni partner storici, che sostengono la manifestazione da anni. Inoltre, molte aziende abruzzesi non hanno risposto ai bandi e tante non si sono offerte come sponsor”.

In effetti dalla lettura dei verbali di gara sul sito di Abruzzo Sviluppo, società in house della Regione che gestisce i fondi dell’ente per questo evento, compaiono i nomi di alcune aziende e società del territorio tra quelle invitate ai bandi.

Come precisato dal direttore generale di Abruzzo Sviluppo Riccardo Bertazzo, la società si è occupata delle gare per la fornitura di alcuni beni necessari allo svolgimento dell’adunata, in particolare transenne, bagni chimici, tribune, bandiere cartoline, crest, maxi schermi, gazebi e striscioni. E anche quello delle bandierine.