L’AQUILA – “All’Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila c’è una situazione di illegittimità che potrebbe portare al commissariamento dell’Azienda, oltre che al blocco del pagamento degli stipendi, dei fornitori e dei contributi per i giovani che studiano all’ateneo del capoluogo”.
Continua a imperversare la polemica all’interno dell’Adsu, dopo la vicenda dell’ex direttore, Luca Valente, prima “parcheggiato” per circa due anni in casa in quanto considerato in esubero, e poi reintegrato, ma senza le mansioni di vertice, in seguito al pronunciamento del giudice del lavoro.
A far sentire la sua voce è Donato Di Bartolomeo, responsabile dei servizi finanziari dell’ex ente strumentale della Regione e rappresentante sindacale dei dipendenti.
“L’Azienda è nel caos, c’è un dirigente reintegrato ma senza funzioni e contemporaneamente c’è un funzionario incaricato che svolge l’incarico di direttore”, spiega Di Bartolomeo, con riferimento a Maria Luisa Capanna, che ha preso il posto di Valente, pur mantenendo il suo salario originario.
Scelta, quest’ultima, dettata dalla volontà da parte del presidente dell’Adsu, Francesco D’Ascanio, di non incappare nelle maglie della Corte dei conti nel caso venisse riconosciuto un indebito esborso per l’Azienda.
“Illegittimità – prosegue Di Bartolomeo – evidenziata da me e da un altro funzionario, Sonia Scassa, ma soprattutto da vari settori della Giunta regionale, tra cui anche la struttura speciale di supporto Ispettivo contabile che ha espresso un parere secondo cui potrebbero ricorrere le condizioni per il commissariamento dell’Azienda”.
“Il presidente, tra l’altro – dice ancora – ha manifestato l’intenzione di avviare una ‘prossima complessiva riorganizzazione dell’ente’, ma in totale disprezzo delle più basilari relazioni sindacali non ne ha dato comunicazioni alle Rsu”.
Modificare a questo punto gli assetti dell’Adsu in questo momento, per Di Bartolomento “è davvero anomalo”, visto che “il Consiglio di amministrazione è a fine mandato, poiché decade insieme al Consiglio regionale tra due mesi”.
Per il sindacalista, D’Ascanio “dovrebbe occuparsi del funzionamento ordinario dell’Azienda nel rispetto della normativa vigente invece di altro, e forse non si rende conto che dal 1° febbraio l’attività dell’Adsu è bloccata”.
“A oggi non è attivo l’ufficio protocollo – fa rilevare Di Bartolomeo – né quello del personale, infatti non è possibile controllare gli orari dei dipendenti e da gennaio non vengono consegnati i buoni pasto”.
“Nel mese di febbraio il presidente si è attivato per garantire il pagamento degli stipendi ai dipendenti e ha firmato il relativo provvedimento, ma la procedura adottata è anomala e difficilmente regolarizzabile”, prosegue.
“La situazione di illegittimità rilevata potrebbe generare problemi anche per gli stipendi di marzo – conclude Di Bartolomeo – e per il pagamento degli studenti e dei fornitori, con probabili ripercussioni anche sui dipendenti delle ditte esterne, che sono circa 40”.





