L’AQUILA – “Abbiamo accolto con soddisfazione” la risoluzione approvata dal Consiglio regionale per un tavolo con il Ministero della Difesa, Comune e rappresentanti degli studenti per lasciare in comodato gratuito alla stessa azienda la residenza universitaria Campomizzi, ma “resta alto il livello di guardia”.
Nonostante la determinazione dell’assemblea regionale arrivata ieri, mostra ancora preoccupazione Francesco D’Ascanio, presidente dell’Adsu (Azienda per il diritto agli studi universitari dell’Aquila), per il caso-Campomizzi, la struttura di proprietà del demanio militare che da dopo il terremoto ospita circa 400 studenti e per la cui riqualificazione sono stati spesi 13,5 milioni di euro
Un piccolo passo, secondo D’Ascanio, dopo i tanti tentativi di portare la questione a livello nazionale. Risale al luglio scorso, infatti, la lettera inviata al premier Matteo Renzi, a cui non è seguita però nessuna risposta.
Bisogna comunque fare presto, è quello che dice da tempo il presidente Adsu, perché il comodato d’uso è in scadenza al 31 luglio 2015. Dal 1° agosto del prossimo anno, gli studenti dell’ateneo dell’Aquila non avranno più una residenza universitaria in cui dormire, se le cose restano allo stato attuale.
La proposta del Consiglio parla di 10 anni di proroga, che rispetto ai 20 chiesti da D’Ascanio “vanno bene se intanto vengono messi in cantiere nuovi progetti per la realizzazione di strutture residenziali per studenti”, spiega.
Lo stesso, fino a ieri, ha più volte lamentato uno scarso interesse da parte delle istituzioni locali. “Gli unici che mi hanno dato un supporto sono stati Pierpaolo Pietrucci e Giovanni Lolli, che ringrazio. Recentemente ho inviato una lettera anche alla senatrice Stefania Pezzopane, perché sottoponesse la questione al governo”, aggiunge.
La preoccupazione rispetto alla chiusura dell’ex caserma era talmente alta, che poco prima che l’assemblea regionale si riunisse, ieri, D’Ascanio aveva ipotizzato di mettere in atto una manifestazione, “in occasione del prossimo Consiglio regionale, alla quale invitare tutti i sindacati e l’intero sistema studentesco. Perché è una battaglia della città”.
Il cda dell’azienda, intanto, continua a perdere pezzi, dopo le lacerazioni dovute ai contrasti a seguito del reintegro del direttore, Luca Valente.
Dopo le dimissioni dei consiglieri Cesidio Chiarilli e Tonio De Amicis sono arrivate nei giorni scorsi anche quelle dei due rappresentanti degli studenti, Marco Taraborrelli e Daniele Lozzi, questo ultimi due contrari al fatto che il consiglio prendesse decisioni relative alle strutture mensa nonostante sia in regime di prorogatio dalle scorse elezioni regionali di maggio.



