AVEZZANO – “Faccio un esempio molto
semplice: con la ricetta elettronica noi al paziente non diamo da tempo il cartaceo, il paziente può andare in qualsiasi farmacia di tutta Italia e ricevere il farmaco esibendo la tessera sanitaria. Il Fascicolo sanitario elettronico è un ulteriore passo verso questa grande innovazione digitale, il paziente non dovrà più portarsi dietro il faldone degli esami e dei reperti. Tutto è già on line, nel suo cassetto, a portata di click”.
Va precisato comunque che “c’è una
deroga alla privacy in situazioni particolari di emergenza e in questi casi si può accedere ai dati sanitari. Per il resto per far sì che questi dati vengano inseriti nel fascicolo sanitario elettronico il paziente deve dare il consenso”.
Barbati assiste centinaia e centinaia di pazienti anziani, ed è in questa categoria, sempre più numerosa, che si può apprezzare l’importanza del Fse: “niente più materiale cartaceo, cartelline e faldoni da conservare e portare con sé per una visita, che magari non sono completi, perché magari un referto è stato smarrito. I dati clinici sono già tutti on line, e tutto diventa più semplice”.
C’è poi un altro fronte, quello della formazione professionale, affidata in Abruzzo a società con grande esperienza nel settore, vincitrici del bando regionale, in pieno svolgimento in tutte e quattro le Asl, per il personale medico, infermieristico, amministrativo e tecnico, per i farmacisti, i dirigenti, per gli operatori dei Centri unici di prenotazione e degli Uffici di relazioni con il pubblico.
Dai numeri aggiornati al 31 maggio, su una platea complessiva di 17.169 dipendenti delle quattro Asl abruzzesi, hanno partecipato almeno ad un modulo in 8.469, ovvero il 49% del target. Sono stati 5.652 coloro che invece hanno completato il percorso di formazione, pari al 33% rispetto al target. Di essi 4.264 nel personale infermieristico e di altre professioni sanitarie, e 1.388 nel personale medico.
“Ogni innovazione ha i propri tempi tecnici di attuazione – prosegue Barbati -. Non possiamo pretendere che da un giorno all’altro tutti quanti tra i professionisti della sanità siano di in grado di maneggiare al meglio nuove tecnologie e procedure. non è tanto la la mole di lavoro che dobbiamo fare ma ad esempio occorre una scrematura dei dati da inserire, nel formato e modalità giusta e codificata, per garantire che altrove un collega possa comprenderli e utilizzarli. Per questo ed altro la formazione in corso è davvero preziosa ed importante. Come pure per la normativa sulla privacy e poi ovviamente sulla tecnologia, sui software che vengono utilizzati per inserire e accedere ai dati”.




