AVEZZANO – “Faccio un esempio molto

 semplice: con la ricetta elettronica noi al paziente non diamo da tempo il cartaceo, il paziente può andare in qualsiasi farmacia di tutta Italia e ricevere il farmaco esibendo la tessera sanitaria.  Il Fascicolo sanitario elettronico è un ulteriore passo verso questa grande innovazione digitale, il paziente non dovrà più portarsi dietro il faldone degli esami e dei reperti. Tutto è già on line, nel suo cassetto, a portata di click”.

A parlare, nell’intervista ad Abruzzoweb, è Domenico Barbati, medico di famiglia avezzanese, vicepresidente dell’Ordine dei Medici della provincia dell’Aquila e vice segretario vicario provinciale delle federazioni italiana medici di Medicina Generale.
Anche per lui la sanità italiana farà “un passo da gigante in termini di tempistica ed efficacia delle cure”, una volta che entrerà pienamente a regime il Fascicolo sanitario elettronico, piattaforma digitale che raccoglie la storia clinica dei cittadini e rende disponibili fino a ventuno tipologie di documenti, tra referti di laboratorio e radiologia, lettere di dimissione, verbali di pronto soccorso, prescrizioni, esenzioni e dati vaccinali. Accessibili a regime da ogni medico, in ogni parte d’Italia.
“Il fascicolo sanitario elettronico è uno strumento tutto sommato semplice e che non costa niente all’utente – assicura Barbati -, molto prezioso per noi medici. Grazie ad esso si può mettere in rete e in condivisione immediata tutte le informazioni utili relative allo stato di salute del paziente. Un enorme passo in avanti: in ogni momento in qualsiasi struttura sanitaria  può avere accesso alla storia clinica del paziente”.
Rivela poi il medico: “non tutti i pazienti ancora conoscono il Fascicolo sanitario elettronico e noi lo stiamo propagandando, spiegando che è uno strumento che può anche salvargli la vita e facciamo in modo che tutti diano il consenso, che è oggi la cosa più importante. Noi sappiamo che i dati sanitari sono ultrasensibili quindi necessitano del consenso, ma la sicurezza e riservatezza sono garantiti, ogni accesso, solo per ragioni di cura, tutto è tracciato”.

Va precisato comunque che “c’è una

 deroga alla privacy in situazioni particolari di emergenza e in questi casi si può accedere ai dati sanitari. Per il resto per far sì che questi dati vengano inseriti nel fascicolo sanitario elettronico il paziente deve dare il consenso”.

Barbati assiste centinaia e centinaia di pazienti anziani, ed è in questa categoria, sempre più numerosa, che si può apprezzare l’importanza del Fse: “niente più materiale cartaceo, cartelline e faldoni da conservare e portare con sé per una visita, che magari non sono completi, perché magari un referto è stato smarrito. I dati clinici sono già tutti on line, e tutto diventa più semplice”.

C’è poi un altro fronte, quello della formazione professionale, affidata in Abruzzo a società con grande esperienza nel settore, vincitrici del bando regionale, in pieno svolgimento in tutte e quattro le Asl, per il personale medico, infermieristico, amministrativo e tecnico, per i farmacisti, i dirigenti, per gli operatori dei Centri unici di prenotazione e degli Uffici di relazioni con il pubblico.

Dai numeri aggiornati al 31 maggio, su una platea complessiva di 17.169 dipendenti delle quattro Asl abruzzesi, hanno partecipato almeno ad un modulo in 8.469, ovvero il 49% del target. Sono stati 5.652 coloro che invece hanno completato il percorso di formazione, pari al 33% rispetto al target. Di essi 4.264 nel personale infermieristico e di altre professioni sanitarie, e 1.388 nel personale medico.

“Ogni innovazione ha i propri tempi tecnici di attuazione – prosegue Barbati -. Non possiamo pretendere che da un giorno all’altro tutti quanti tra i professionisti della sanità siano di in grado di maneggiare al meglio nuove tecnologie e procedure.  non è tanto la la mole di lavoro che dobbiamo fare ma ad esempio occorre una scrematura dei dati da inserire, nel formato e modalità giusta e codificata, per garantire che altrove un collega possa comprenderli e utilizzarli. Per questo ed altro la formazione in corso è davvero preziosa ed importante. Come pure per  la normativa sulla privacy e poi ovviamente sulla tecnologia, sui software che vengono utilizzati per inserire e accedere ai dati”.

Sottolinea comunque Barbati: “noi medici di famiglia in virtù di un accordo collettivo nazionale da tempo dobbiamo avere un computer e avere schede sanitarie digitalizzate di tutti quanti i pazienti. Abbiamo già dimestichezza, con i software gestionali, cosa che invece non avviene sempre per gli ospedalieri e solo da poco fanno le ricette elettroniche per le quali noi invece siamo obbligati”.