L’AQUILA – “La Regione Abruzzo può ancora, a prescindere dal commssiariamento, ritirare la delibera che destina 4,7 milioni per realizzare la Residenza regionale per le misure di sicurezza (Rems) a Ripa Teatina, in provincia di Chieti, e rimodulare le risorse a vantaggio dei centri di salute mentale, e alla rete assistenziale che dovrà curare i pazienti psichiatrici, mantenendo come definitiva la struttura aquilana di Barete, che è adeguata e funzionale”.
A parlare è Alessandro Sirolli, referente abruzzese del comitato stop-Opg, in giorni cruciali e lastricati di polemiche sull’applicazione della legge 81 del 2014 che sta portando alla chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (Opg).
L’Abruzzo infatti è stato appena commissariato, assieme ad altre cinque Regioni italiane, dal sottosegretario alla giustizia e Garante dei detenuti, Franco Corleone, commissario unico, in quanto non ha definito ancora dove localizzare la Rems regionale, ovvero la “Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza”, una struttura più a misura d’uomo dove intanto dovranno essere ospitati una decina di pazienti psichiatrici e detenuti con problemi mentali, internati nell’Opg, e in arrivo quasi tutti dall’Opg di Aversa (Caserta), per riconoscere anche alle persone con patologie mentali sottoposte a detenzione il diritto di ricevere lo stesso tipo di assistenza sanitaria a prescindere dalla loro condizione giuridica.
La Rems doveva essere realizzata a Ripa Teatina, abbattendo e ricostruendo un rudere destinato a casa di riposo assistita per anziani (Rsa) e prima ancora a centro riabilitativo per spastici.
Ma poi c’è stato il dietrofront, seppure non messo nero su bianco dalla Regione, anche perché si è registrata la contrarietà da parte della popolazione locale che temeva la presenza sul territorio di detenuti con problemi mentali.
Ora l’unica chance è la struttura provvisoria a Barete, in provincia dell’Aquila. Che sarà pronta ad inizio aprile.
Contro le inadempienze della Regione Abruzzo ha lanciato fuoco e fiamme il consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo, che considera uno spreco i 150 mila euro per adeguare, per di più in forte ritardo, la struttura di Barete, quando si potevano intanto utilizzare le strutture ospedaliere di Guardiagrele o Ortona, in provincia di Chieti.
L’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci ha risposto piccato: “Intanto – ha detto – non è arrivata nessuna comunicazione ufficiale di commissariamento. In secondo luogo, i pazienti in arrivo dall’Opg di Aversa, abruzzesi di nascita, saranno ospitati nella struttura provvisoria di Barete, perché altrove non è stato possibile”.
L’iniziale intenzione di allestire la Rems provvisoria a Guardiagrele è stata di fatto affossata da un ricorso al Tribunale amministrativo regionale.
Sirolli interviene nella polemica invitando a rimettere al centro il senso stesso dell’epocale riforma, e ad avviare subito una stretta collaborazione con il neo commissiario.
Il passaggio decisivo è proprio la rimodulazione dei fondi, che, assicura Sirolli, devono essere destinati alla rete assistenziale sul territorio, non sprecati per costosi interventi edilizi.
“Il senso condivisibile della riforma è quella di chiudere gli Opg, che in molti casi, se non tutti, si sono dimostrati solo luoghi di reclusione, non di cura, terapia e riabilitazione, spesso molto peggio delle carceri”.
Le Rems ben concepite, come quella di Barete invece sono strutture piccole, divise in mini appartamenti, sul modello delle case famiglia, dove i pazienti, seppure vigilati in modo discreto dalle guardie penitenziarie, possono essere coinvolti in percorsi di riabilitazione e cura da parte dei Centri di salute mentale del territorio.
Progetti personalizzati e per questo efficaci, che potranno consentire ai Tribunali di sorveglianza di applicare misure alternative all’internamento, previste dalla legge 81, svuotando e rendendo nel tempo residuali le Rems, utili solo solo per i casi più critici.
Fulcro della nuova politica dunque devono essere le politiche di riabilitazione, non il contenitore, ovvero le Rems. In una logica ribaltata rispetto a quella che portò alla costruzione dei manicomi.
“Con i fondi a disposizione – spiega Sirolli – vanno fatti interventi edilizi su tutti e nove i Centri di salute mentale della regione alcuni dei quali sono dentro scantinati. Per un percorso di salute mentale l’accoglienza e il decoro di un luogo sono importantissimi. E poi ovviamente vanno destinate congrue risorse per i progetti personalizzati, e per gli operatori che vanno in molti casi adeguatamente formati. Servono percorsi lavorativi, formazione, borse lavoro. Mantenendo Barete come unica Rems regionale, senza inutile spreco di soldi per allestire altre strutture”.





