ROMA – È morto all’ospedale di Messina Luca Spoletini, per quasi dieci anni portavoce del Dipartimento della Protezione Civile.

Lascia la moglie Caterina, il figlio Francesco di 9 anni e una bambina che nascerà a settembre. Spoletini, 49 anni, era stato ricoverato la settimana scorsa dopo un malore che lo aveva colto a Lipari, in seguito al riacutizzarsi della malattia autoimmune con cui conviveva da anni.

All’Aquila era diventato un punto di riferimento per tutti i giornalisti che dal 6 aprile 2009 si trovarono a doversi relazionare con l’allora capo della Protezione civile Guido Bertolaso e con tutti i rappresentanti del governo, premier Silvio Berlusconi compreso, che arrivavano sul luogo del disastro.

Spoletini era il filtro tra la stampa e i vertici delle istituzioni, persino quando molti cronisti erano ormai entrati in contatto diretto con Bertolaso, continuava a rappresentare un punto di riferimento.

Dal 2000, quando entra nella squadra del commissario straordinario per il Giubileo Francesco Rutelli, Spoletini diventa braccio destro del vice commissario Bertolaso, che poi seguirà al Dipartimento della Protezione Civile, seguendolo in tutti i disastri italiani.

Dal terremoto di San Giuliano di Puglia all’eruzione dell’Etna e dello Stromboli, dall’alluvione di Messina al terremoto dell’Aquila, è stato sempre in prima linea.

Il suo numero di cellulare è rimasto sempre lo stesso: l’ultima volta ha risposto, come al solito dopo pochi squilli, alla redazione di AbruzzoWeb che cercava di rimettersi in contatto con Bertolaso che era in ballo per la candidatura a sindaco di Roma. Era attualmente alle dirette dipendenze di Palazzo Chigi.