L’AQUILA – La Sasi pagherà all’Acea di Roma 5,4 milioni di euro invece dei 7,3 richiesti, per chiudere il ventennale contenzioso sull’illegale captazione dell’acqua alle sorgenti del Verde.
L’annuncio è arrivato da Gianfranco Basterebbe, presidente della società che gestisce il ciclo idrico di 76 comuni della provincia di Chieti.
Si chiude così limitando i danni una vicenda che rischiava di affondare le casse dell’ente.
L’Acea Energia di Roma, dopo una interminabile battaglia legale, forte di alla sentenza di primo grado del Tribunale superiore delle acque pubbliche (Tsap) di Roma, aveva chiesto a febbraio 2018 l’immediato pagamento di 6 milioni di euro, con un decreto ingiuntivo arrivato Una batosta per la società del servizio idrico che deriva dalla volontà di Acea di dare seguito alla sentenza con cui il Tribunale superiore delle acque pubbliche (Tsap) di Roma, che ha condannato la Sasi al risarcimento per l’illegittimo prelievo di acqua dal fiume Verde. I 6 milioni, tra spese legali e interessi, erano lievitati fino a 7,5 milioni.
Addirittura quando c’era la Cassa del Mezzogiorno. L’Acea, concessionaria della derivazione delle acque del fiume Verde per la produzione di energia elettrica (grazie a un decreto interministeriale del gennaio 1961), nel 1985 citò per danni l’allora Cassa per il Mezzogiorno, rea di captare le acque dal fiume Verde senza autorizzazione e creando danni all’Acea perché, sottraendo l’acqua, diminuiva per la società la capacità di produrre energia. Negli anni si sono susseguite diverse cause che hanno tirato in ballo la Cassa, la Regione, il Consorzio acquedottistico e, dal 2003, la Sasi.
La Sasi è riuscita però ad accordarsi per una cifra minore, da ripagare a rate in otto anni, evitando così l’aumento delle bollette per gli utenti, visto che altre soluzioni per far fonte alla spesa non c’erano.
“Tengo a rimarcare – ha dichiarato Basterebbe – ancora una volta che non abbiamo trascurato nessuna azione pur di chiudere senza penalizzare troppo la società. Abbiamo concluso con la somma di 5 milioni e 400 mila euro, un milione sarà versato subito – ha esordito il presidente – e il restante sarà diviso in 8 rate dal 2018 al 2026. Questo risultato è il frutto di un notevole impegno, siamo riusciti a portare a termine un’operazione che si può definire brillante visto che abbiamo scongiurato il rischio della richiesta in un’unica soluzione, allora sì che sarebbero stati guai seri. Ora si riaprono anche rapporti costruttivi con le banche, già due grossi istituti di credito si sono dichiarati disponibili a concedere mutui e questo per noi è molto importante”.
A maggio la Sasi approvato in modo unanime dai presenti, 43 sindaci su 76, il bilancio 2017. L’utile d’esercizio di 14.698 euro è stato raggiunto dopo aver imputato le imposte di competenza per 434.146 euro e dopo aver effettuato ammortamenti per 3 milioni e 115.467 euro e accantonamenti al fondo svalutazione crediti per euro 1,7 milioni.
Quanto ai programmi, Basterebbe ha ricordato gli investimenti effettuati nel 2017 che ammontano a 7,4 milioni di euro, utilizzati per le spese per manutenzioni straordinarie effettuate su beni di terzi (reti interne, fognature ed impianti di depurazione).
Per l’anno 2018 sono previsti investimenti per oltre 20 milioni di euro, destinati soprattutto al miglioramento dell’efficienza idrica fognaria.





