LANCIANO – “Non riusciamo a comprendere le ragioni di un attacco frontale tanto duro da parte del senatore Fabrizio Di Stefano, ma è bene precisare che la Sasi non è inadempiente sotto nessun profilo, i posti di lavoro dei dipendenti sono al sicuro, così come gli interessi dei Comuni soci”.
Il presidente della Società abruzzese per il servizio idrico integrato (Sasi), Gaetano Pedullà (nella foto), replica al parlamentare del Pdl, che nei giorni scorsi aveva lanciato l’allarme sul futuro della società di gestione idrica legato ad una serie di carenze e inefficienze provocate dall’attuale Cda.
Il principale adempimento cui Di Stefano fa riferimento è la modifica dello statuto Sasi per l’introduzione del controllo analogo da parte dell’Ato.
“Abbiamo saputo informalmente – dice Pedullà – che il commissario dell’Ato, Pierluigi Caputi, ha approvato il 19 luglio scorso le direttive a cui dovremo uniformare il nostro statuto. La Sasi ha già provveduto a introdurre nella propria gestione l’invio delle delibere all’Ato, istituendo di fatto la potestà di controllo diretto dell’ente d’ambito”.
La Sasi ha inoltre stabilito un calendario con il Commissario per i residui adempimenti da parte della società per l’affidamento della gestione in house a partire dal primo gennaio 2010.
Il 21 luglio funzionari Ato hanno definito con la Sasi le formalità per la redazione del piano d’ambito, che il Cda recepirà e proporrà ai sindaci soci la modifica dello statuto, affinché l’Ato affidi nuovamente alla Sasi la gestione in house del servizio idrico integrato, come avverrà per altre società su scelta e indicazione della giunta regionale che non ha previsto l’ingresso dei privati nel capitale delle Spa pubbliche dell’acqua.
Non ci sarà gara, ma solo il rinnovo dell’affidamento. “Questo – conclude Pedullà – grazie alla gestione efficiente che la società ha dimostrato di poter garantire dal 2003, anno della sua fondazione, a oggi”.
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