L’AQUILA – “Santa Croce non licenzierà alcun lavoratore e per i dipendenti in esubero saranno utilizzati i contratti di solidarietà. L’accordo di oggi è un passo importante per permettere all’azienda di continuare nel processo di risanamento e rilancio avviato dall’inizio della nostra gestione.”
Lo annuncia l’ingegnere Camillo Colella, presidente della Sorgente Santa Croce di Canistro (L’Aquila), che poroduce la nota marca di acqua minerale, dopo aver sottoscritto questa mattina l’accordo con le organizzazioni sindacali nella sede della Provincia dell’Aquila e che consentira’ di scongiurare il licenziamento di 38 dipendenti.
“Voglio ringraziare pubblicamente – continua Colella – tutti gli enti coinvolti a cominciare dalla Confindustria Aquila e dalla Provincia dell’Aquila che hanno seguito l’evolversi della questione degli esuberi, coadiuvando l’azienda nell’individuare e valutare tutte le possibili soluzioni. Sono fermamente convinto che l’accordo raggiunto oggi rappresenti la via migliore per salvaguardare l’occupazione e al tempo stesso permettere alla Santa Croce di guardare al futuro con serenità”.
“Abbiamo sottoscritto un contratto di solidarietà difensivo – ha dichiarato a sua volta Franco Pescara, segretario interregionale Abruzzo-Molise della Fai-Cisl – nello specifico l’accordo prevede l’utilizzo per 12 mesi dei contratti di solidarietà così come previsto dalla legge, con verifiche trimestrali”.
Non è però sulla difensiva, bensì finalmente sul fronte del rilancio più volte invocato dai lavoratori, quanto annunciato dalla Santa Croce nel corso dell’incontro odierno: l’azienda si è infatti impegnata a presentare un piano di rilancio dello stabilimento di Canistro, che occupa 77 dipendenti, attraverso un’azione di investimenti e marketing, progetti formativi, l’acquisizione di nuove fette di mercato e l’inserimento nella grande distribuzione. Passaggi che verranno attentamente monitorati dal sindacato, a garanzia di un reale rilancio dello stabilimento.
Si apre così almeno si spera una nuova fase dei rapporti tra azienda e sindacati, dopo mesi di conflitto anche aspro.



