L’AQUILA – Il sistema idrico abruzzese, nel 2011, ha registrato perdite di acqua pari al 77,3%, tanto che l’Abruzzo e’ la quarta regione d’Italia – dopo Puglia, Sardegna e Molise – per quantita’ di acqua dispersa a causa della vetusta’ delle tubature.

Emerge, mentre il rischio di un’emergenza idrica estiva si fa sempre più concreto, da una relazione del Centro Studi di Confartigianato Abruzzo, che parla di ‘una sorta di piccolo record non proprio invidiabile che sta mandando in ambasce anche il tessuto imprenditoriale locale’.

L’associazione di categoria sottolinea che si tratta di ‘un problema serio e molto attuale considerando i disagi e disservizi idrici sofferti in questo primo scorcio d’estate.

L’acqua, infatti – rileva Confartigianato -, manca dappertutto con una situazione difficile vissuta anche in capoluoghi di provincia, come a Chieti, dove continuano le chiusure notturne, specie nella parte bassa cittadina’.

‘Le dispersioni denunciate dal nostro Centro Studi – commenta il direttore di Confartigianato Abruzzo, Daniele Giangiulli – dimostrano l’inadeguatezza del sistema idrico abruzzese che negli anni, tramite le privatizzazioni, ha solo prodotto un aumento del costo delle bollette ai cittadini senza creare un sistema idrico integrato ed efficiente’.

‘E’ necessario un impegno forte della politica per smantellare carrozzoni politici che servono solo a regalare poltrone. Bisogna ridare ai cittadini e alle imprese il sacrosanto diritto ad un servizio di primaria utilita’ senza interruzioni. Le imprese abruzzesi – conclude Giangiulli -, gia’ in grave difficolta’, non possono permettersi di fronteggiare anche l’enorme disagio provocato dalla cronica assenza di acqua nei territori”.