PESCARA – Oltre 25 mila abruzzesi hanno firmato per l’acqua pubblica.
Lo ha reso noto in conferenza stampa Marco Bersani, componente nazionale dei Forum dei Movimenti per l’acqua, che ha promosso il referendum contro la privatizzazione.
“La raccolta di firme – ha dichiarato Bersani – è stato uno straordinario successo. In Italia siamo arrivati a 1,4 milioni di firme. Il triplo delle 500 mila necessarie per il referendum. A tal proposito chiediamo che il referendum si faccia, anche in caso di crisi di governo. È già successo in passato, tramite apposito decreto”.
“Vogliamo portare a votare 25 milioni di italiani per fermare la privatizzazione – ha affermato Bersani – per cancellare qualsiasi forma di profitto dalla tariffa dell’acqua e per ripublicizzare le Spa che gestiscono il servizio idrico”.
Bersani ha poi parlato della situazione abruzzese: “È incredibile che l’assessore regionale Angelo Di Paolo non apra un confronto serio e continuato con il più grande movimento di cittadini che dicono ‘no’ alla privatizzazione dell’acqua”.
Bersani ha poi aggiunto: “La Regione Abruzzo è un territorio ricco di acqua, ma l’avvelenamento dei pozzi Sant’Angelo nei pressi della discarica di Bussi sul Tirino (Pescara) e il caso dell’inquinamento del Vibrata (Teramo), hanno portato la magistratura ad aprire una inchiesta per epidemia colposa. Questo credo basti per dire che è arrivato il momento per un cambiamento di rotta inderogabile”.
“In Abruzzo – ha concluso Marco Bersani – da tre anni i sei enti d’ambito per la gestione del servizio idrico sono commissariati, e non c’é alcun confronto con la cittadinanza”.
Abruzzo Social Forum ha anche fornito alcuni dati relativi al problema acqua. Negli enti d’ambito l’occupazione è scesa del 30 per cento.
I consumi d’acqua (anche in Abruzzo) sono aumentati del 30 per cento, con un crollo degli investimenti, passati da due miliardi di euro l’anno a 700 milioni.
Le tariffe dell’acqua sono aumentate del 68 per cento, a fronte di una inflazione arrivata al 20 per cento.





