TERAMO – “L’acqua la gestiscano le Province”. Piuttosto che istituire un Ambito territoriale ottimale (Ato) unico regionale delle acque, secondo il presidente della Provincia di Teramo, Valter Catarra, e gli altri colleghi presidenti, funzionerebbero infatti meglio quattro ambiti provinciali.

I quattro presidenti hanno incontrato l’assessore regionale ai Lavori pubblici e al Servizio idrico, Angelo Di Paolo, chiedendo che siano gli enti provinciali a gestire il ciclo delle acque.

“Una posizione univoca – spiega Catarra – assunta ufficialmente dall’Unione delle Province abruzzesi. L’imminente soppressione degli Ato è l’occasione per dare un senso a quel processo federalista che vede le Province quale ambito ottimale per tutte le politiche e i servizi di area vasta, acqua e rifiuti in primo luogo”.

“La dimensione provinciale – prosegue – salvaguarda la rappresentanza e la partecipazione dei Comuni e ottimizza i processi di programmazione e gestione. In questi anni ci siamo inventati di tutto, Consorzi, Ato, Unione dei Comuni ma la Provincia, ente costituzionale, rappresenta l’ambito territoriale ottimale e ha organizzazione e risorse professionali per gestire i servizi sovracomunali”.

“Alle Province – conclude Catarra – potrebbe essere assegnata la gestione del ciclo delle acque e il controllo potrebbe rimanere in capo all’organismo regionale”.