L’AQUILA – Il Comune di Canistro conferma la sua contrarietà, non si sa su quali basi e a quale titolo, al ritorno della Santa Croce nella gestione delle sorgenti Sant’Antonio Sponga: dopo la lettera presentata nel corso dei lavori dal sindaco Angelo Di Paolo, dove si chiedeva l’estromissione per mancanza di requisiti della ex-concessionaria, l’Amministrazione comunale si è resa protagonista di un altro episodio nella seduta pubblica on line conclusiva dei lavori della Commissione di gara regionale presieduta dal dirigente Franco Gerardini, e che l’8 maggio ha assegnato a Santa Croce le ambite sorgenti, con 90,15 punti contro i 62,35 di Acque Minerali San Benedetto, che non ha ottenuto il punteggio minimo per entrare in graduatoria ed è quindi fuori dai giochi. 

Il Comune continua sulla strada, irresponsabile, di voler decidere quale società deve imbottigliare l’acqua che è di proprietà di tutti gli abruzzesi, non paga del flop che ha causato con il suo ricorso che ha portato alla revoca del bando che aveva visto la Santa Croce imbottigliare acqua minerale fino al 2015: acqua che da cinque anni finisce nel fiume, 75 operai licenziati, milioni di euro persi per le royalty, un ricco indotto andato in fumo.

Venendo dunque alla seduta: l’episodio è stato un intervento irrituale, e ben poco aderente ai protocolli, da parte di un consigliere comunale di Canistro, che non si è presentato con nome e cognome, e che non era stato menzionato tra i partecipanti alla seduta pubblica webinair, dove a rappresentare l’amministrazione era il solo sindaco Di Paolo.

Episodio che può essere letto come l’ennesimo segnale di nervosismo da parte del comune di Canistro, che non si rassegna alla proposta di assegnazione a favore dell’inviso sodalizio dell’imprenditore molisano Camillo Colella. Sull’aggiudicazione provvisoria e poi definitiva, manca però in realtà ancora il passaggio decisivo, in capo al rup, Enzo De Vincentiis.

Ostilità confermata dalla lettera del sindaco Di Paolo, ribadita in un post su facebook di fuoco da parte dell’assessore Ugo Buffone del 10 maggio, dove si è contestata la mancata convocazione pubblica della seduta, – quelle che poi si è svolta ieri -, e soprattutto i bassissimi punteggi attribuiti alla San Benedetto.

Azioni inquadrabili in un’operazione “bastoni tra le ruote” che il Comune sta mettendo in atto per impedire alla Santa Croce di tornare a imbottigliare l’acqua dalla sorgente Sant’Antono Sponga. Parliamo dello stesso Comune che con un ricorso al Tar supportato dalla Regione aveva fatto ritirare alla Santa Croce la concessione nel 2015. Dopo che per giunta è fallito miseramente l’approdo a Canistro della Norda, vincitrice del bando di gara del febbraio 2017, e accolta con le hola dal Comune e dalla Regione, in quanto la società dei fratelli Pessina, ora in concordato preventivo, dopo pochi mesi ha gettato la spugna visto che il Comune non gli ha messo a disposizione il terreno per realizzare lo stabilimento.

Alle offensive del Comune, Santa Croce però non ha finora reagito, ed anzi Colella, in un comunicato stampa ha affermato di auspicare “un cambio di marcia ed un atteggiamento costruttivo di tutte le componenti coinvolte in questa vicenda, lunga e dolorosa, a partire dai lavoratori che attendono una nuova opportunità”.

Alla seduta pubblica on line hanno partecipato, oltre a Gerardini e ai componenti della commissione regionale di gara, l’avvocato Matteo Di Tonno e l’architetto Frascesco Di Turi per la Santa Croce, l’avvocato Sergio Della Rocca per la San Benedetto e il sindaco Di Paolo per il Comune di Canistro.

Gerardini ha subito premesso che all’ordine del giorno c’era solo la lettura del verbale di gara, come atto formale, dopo la pubblicazione del documento sul sito della Regione.

Sottolineando che “spetterà al rup decidere sulla correttezza delle nostre valutazioni”, e ad accogliere eventuali considerazioni e contestazioni nel merito.

Ha passato dunque la parola al componente di commissione Domenico Orlando, che ha appunto dato lettura dei punteggi assegnati per ogni voce del bando, con la vittoria della Santa Croce, in virtù di una più convincente proposta su piano occupazionale, che prevede in primis la riassunzione di non meno di 53 dipendenti licenziati 5 anni fa, sul crono-programma del progetto industriale, sulle limitazioni dello spreco della risorsa idrica e sull’abbattimento del consumo energetico.

A seguire Gerardini ha chiesto ai convenuti on line se intendevano fare dichiarazioni sull’ordine dei lavori, ribadendo che “valutazioni sull’esito della gara dovranno essere fatte al rup”.

A quel punto è intervenuto un consigliere di Canistro che non era stato menzionato tra i partecipanti, che seguiva la diretta, se ne deduce, assieme al sindaco Di Paolo.

“Presidente: è possibile chiedere un chiarimento?”, la sua richiesta.

“Non abbiamo alcun obbligo di chiarire, sarà il rup a farlo eventualmente, nel prosieguo del procedimento”, ha ribadito per l’ennesima volta Gerardini.

Il consigliere ha così a sua volta ha precisato: “Non si è sentito bene un passaggio della lettura del verbale, per problemi di audio”.

Gerardini ha dunque chiesto “Ma parlo con il sindaco?”

“No, sono un consigliere, se non è possibile comunque, nessun problema chiudo il microfono”, la risposta.

Il consigliere non ha comunque reso noto il suo nominativo.

A quel punto è intervenuto Orlando: “se non ha capito per motivi tecnici un passaggio, ci può dire qual è e possiamo rileggerlo”.

Il punto era quello relativo al numero degli addetti che operavano alle dipendenze dei precedenti titolari di concessione, che l’operatore concorrente si impegna ad occupare per l’attività di coltivazione della concessione. Uno dei più importanti.

Orlando ha dunque riletto il passaggio ribadendo che la Santa Croce ha ottenuto 15 punti, il massimo, e San Benedetto 10,65.

A proposito di irritualità, a dicembre l’assessore Buffone si era recato all’Avvocatura e dal rup per avere notizie sull’ammissione o meno alla gara della San Benedetto, sospesa a seguito della richiesta di chiarimenti dopo l’apertura delle buste con i requisiti formali, e poi riammessa. Nel corso di una polemica on line sull’iniziativa resa nota su facebook dallo stesso Buffone, l’architetto Bruno Ricci, animatore della pagina ‘Canistro Rinasce’, ha fatto notare all’assessore che “non aveva titolo ad andare a chiedere lumi all’avvocatura e al rup, sull’andamento della gara e perché di fatto si contravviene a quanto stabilito e formalizzato dalla commissione”. Dura la controreplica dell’assessore che ha dato a Ricci, del “capiscione”, rivendicando in diritto di occuparsi di un partita decisiva per il suo territorio. (red.)