PESCARA – Il Circolo tennis di Pescara sarebbe parte lesa nell’inchiesta sull’Aca. Lo spiega un nota l’associazione sportiva, che gestisce in convenzione una struttura comunale con l’obbligo e la vocazione di aprirsi alle esigenze del territorio e della cittadinanza.
In data 3 gennaio 2007, in vista dell’organizzazione dei Giochi del Mediterraneo, l’ex sindaco Luciano D’Alfonso richiese ai presidenti dell’ambito territoriale e dell’azienda acquedottistica di riconoscerci l’inquadramento tariffario nella categoria “uso pubblico”.
L’allora presidente dell’Aca, Bruno Catena, rispose positivamente al primo cittadino di Pescara
“Tale tariffa – dice il Circolo tennis – ci è ancora applicata, anche se è in corso un contenzioso con l’Aca perché circa dieci mesi fa ci ha modificato d’imperio la classificazione d’uso, applicandoci retroattivamente a titolo di conguaglio la somma di 40 mila euro, contraddicendo clamorosamente la precedente decisione. In conclusione, in questa vicenda il Circolo si ritiene parte lesa ed è pronto ad agire in via giudiziaria per la tutela dei propri diritti”.






