L’AQUILA – “Una commissione d’indagine che faccia chiarezza sull’utilizzo dei fondi da parte del Comune dell’Aquila e destinati l’Accademia dell’Immagine”.
Questa la richiesta che i consiglieri dell’opposizione Alessandro Piccinini, Guido Liris e Luigi D’Eramo, presenteranno in Consiglio comunale.
Una proposta che arriva quando mancano pochi giorni al pronunciamento dell’avvocato aquilano Luca Bruno, cui è stato assegnato dalla Regione Abruzzo il ruolo di liquidatore dell’ente culturale, che negli anni ha accumulato debiti milionari. La decisione è attesa per la fine del mese.
La richiesta dell’opposizione “under 40” (come si sono auto-definiti) è “volta alla trasparenza – come ha spiegato Liris – Da parte nostra non c’è un intento inquisitorio ma la mera volontà di verificare l’utilizzo dei fondi comunali destinati all’Accademia stessa e dell’operato del sindaco, Massimo Cialente, fino al 2010”.
A non quadrare molto ai tre consiglieri, è anche la convenzione che subito dopo il terremoto i soci dell’Accademia, Regione Provincia e Comune, hanno stipulato con il Centro sperimentale di cinematografia di Roma, che ha aperto una sede distaccata nel capoluogo.
Come ha sottolineato Piccinini, “in pratica questo accordo ha decretato la morte dell’Accademia: i finanziamenti sono stati girati al Centro sperimentale, a questo sono state date anche la sede provvisoria e le strumentazioni in comodato d’uso. Nella stessa convenzione, si stabilisce anche che la sede definitiva attualmente inagibile verrà acquisita dal centro”.
Di fatto, per l’opposizione i due enti sono “raddoppiati: stessi soci, stessa sede e stesse strumentazioni”.
I tre consiglieri chiedono che sia la Quinta commissione Garanzia e controllo, presieduta da Raffaele Daniele, ad assumere i poteri d’indagine.
“Confidiamo nella capacità del presidente della Commissione – ha dichiarato d’Eramo – di saper trattare questioni di questo tipo. A noi non interessa solo ricostruire politicamente la storia dell’Accademia ma anche capire bene come sono stati spesi i soldi da parte dell’amministrazione comunale, visto anche come sono stati trattati gli studenti e i 15 lavoratori, di cui solo tre riassorbiti dal Centro sperimentale”.





