L’AQUILA – “È un progetto per il quale ho speso 20 anni della mia vita e non l’ho mai tradito. Molto più facile fare come Foti, che ai primi venti contrari minaccia di spiantare tutto e andare via. Se vogliono chiudere l’Accademia lo facciano, ma non infanghino il passato, quel marchio vale tantissimo”.
Aveva scelto di rimanere in disparte Gabriele Lucci, ex direttore e co fondatore con Vittorio Storaro dell’Accademia dell’Immagine, istituzione messa da poco in liquidazione con tre voti a favore (Regione Abruzzo, Provincia dell’Aquila, Istituto ‘Lanterna magica’) e uno contrario (Comune dell’Aquila).
Ma le dichiarazioni ad AbruzzoWeb di Marcello Foti, direttore generale del Centro sperimentale di cinematografia che nel post sisma ha preso in qualche modo l’eredità dell’Accademia, lo hanno mandato su tutte le furie.
In primis, l’aver dichiarato che se anche il terremoto non ci fosse stato, la gestione sarebbe comunque sfociata in un fallimento.
“Al 5 aprile del 2009 il debito era fronteggiabilissimo ed era stato risolto con un mutuo della Cassa di Risparmio”, spiega ai microfoni di AbruzzoWeb.
Lucci tiene a ribadire l’importanza del marchio “made in l’Aquila” dell’Accademia, che “vale anche 100 volte il debito contratto”, un “prodotto di cui Foti non parla mai, ma che ogni manager che si rispetti dovrebbe tenere in considerazione”.
“Io non ho mai tradito questo progetto, molto più facile tradirlo invece da parte di chi, come Foti, manda una lettera alla Regione minacciando di chiudere se non otterranno i soldi dovuti – tuona – Io sono rimasto, abbiamo combattuto, nonostante i gravi ritardi da parte degli enti. Lui ha 550 mila euro per 3 impiegati, il tutto con un numero di studenti inferiore rispetto a quello dell’Accademia, e mi parla di scelta oculata? Sono tutti in grado di gestire un ente in quel modo”.
Lucci ne ha anche per il presidente della Regione, Gianni Chiodi, che ha parlato di “clientelismi” in relazione all’istituzione culturale: “ma quale carrozzone? Abbiamo avuto esiti eccezionali e realizzato prodotti di livello! Non lo avremmo mai fatto se fosse stato un carrozzone. Non mi sarei mai aspettato dichiarazioni del genere, visto che lo stesso Chiodi dopo il terremoto disse che l’Accademia era andata in crisi per ‘impegni politici presi e non rispettati'”.
Sul futuro dell’istituzione, l’ex direttore dice: “credo che sia da scellerati perdere gli stessi investimenti degli enti locali. Confido molto nell’assessore regionale Luigi De Fanis e nella possibilità di dialogo con il sindaco, Massimo Cialente, per trovare una soluzione”.






