L’AQUILA – Il pm Antonietta Picardi ha aperto un’inchiesta su alcune presunte irregolarità contabili (mancati pagamenti dell’iva e di altri contributi al Fisco) riguardanti l’Accademia dell’immagine di cui risponderebbe il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, raggiunto da un avviso di garanzia, in quanto rappresentante legale dell’ente (all’epoca era il presidente).
La vicenda risale al periodo a cavallo tra il 2007 e il 2008, quando la Giunta di Ottaviano Del Turco, e in particolare l’allora assessore alla Cultura Betty Mura, operò un pesante taglio ai fondi per le istituzioni culturali.
Molte di queste riuscirono a sopravvivere perché appartenenti al Fondo unico per lo spettacolo (Fus), mentre l’Accademia dovette invece tirare la cinghia per tre anni.
All’ente fu lasciato solo l’importo del mutuo di 220 mila euro che la Regione pagava per lo stabile nel complesso dell’ex ospedale psichiatrico. I fondi per la gestione, quasi 300 mila euro, sparirono.
“Non è mio reato – si legge nelle dichiarazioni di Cialente rilasciate al quotidiano Il Messaggero – è stata colpita la figura istituzionale che rivestivo all’epoca. Una questione tecnica, un atto dovuto”.
“Fu a causa di quei tagli – spiega il sindaco – che ci furono difficoltà nei pagamenti. Già allora diffidai la Regione dall’operare quei tagli così pesanti. Comunque i bilanci sono stati sempre pubblicati, sono trasparenti e conosciuti”.
Per provare un risanamento dell’Istituzione culturale il sindaco Cialente all’epoca aveva sottoscritto un mutuo con un istituto bancario aquilano, che poi fu bloccato dopo il sisma.
“Avevo firmato il 3 aprile 2009 – spiega Cialente ad Abruzzoweb – Con quel mutuo si sarebbe potuto ottemperare ai debiti e ai versamenti nei confronti dell’Erario. Il terremoto ha poi fermato tutto, peggiorando ulteriormente la situazione dell’Ente”.
Cialente respinge ogni dietrologia: “Nessun atto a orologeria, non riguarda una mia azione amministrativa e dunque non ci vedo nulla di particolare”. “Anche perché – conclude – ancora oggi ricevo le bollette del telefono dell’Accademia per il periodo in cui ero presidente”.





