L’AQUILA – Un artista come direttore dell’Accademia delle belle arti. Dopo un anno di guerra di successione, dove sono volati stracci e carte bollate, accade all’Aquila con Marco Brandizzi, scultore e decoratore romano di fama internazionale, pronto a insediarsi e che oggi ha illustrato le sue idee per l’Accademia e sul ruolo dell’arte nel capoluogo abruzzese.

La priorità, manco a dirlo, è però quella di lasciarsi definitivamente alle spalle un anno molto travagliato, a seguito delle elezioni per la scelta del nuovo timoniere, il successore di Eugenio Carlomagno, in carica da quasi due decenni.

A fronteggiarsi erano stati la docente di Anatomia artistica Lea Contestabile e l’insegnante di Teoria della percezione e psicologia della forma, Onorino Vespa, che aveva vinto le elezioni. In seguito alla denuncia di irregolarità da parte della Contestabile, il ministero ha deciso di commissariare l’Accademia, inviando da Napoli la docente Giovanna Cassese. Fino alle nuove elezioni del 23 ottobre, vinte da Brandizzi contro lo stesso Vespa.

“Dobbiamo guardare avanti, mettere a frutto le nostre idee e il nostro entusiasmo – spiega ad AbruzzoWeb il neo direttore – dando seguito all’ottimo lavoro che il commissario Cassese ha svolto in questi mesi”.

Per Brandizzi l’Accademia “deve per prima cosa colmare un vuoto, quello della non adeguata presenza sul territorio, per di più dopo il terremoto del 6 aprile del 2009, riallacciando le sinergie in modo continuativo con tutte le forze vive e creative”.

“Dovrà essere più presente, recuperare in città il suo protagonismo, dal punto di vista culturale ed estetico. Basti pensare alle tante rotonde realizzate in città nel post sisma, sono spazi che possono essere valorizzati, e senza spendere tanti soldi, e in questo modo cambiare l’aspetto della città”, ipotizza.

“L’Accademia – sottolinea ancora Brandizzi – la voglio come un centro di ricerca, in particolare per le arti visive e il restauro, aperta a tutti, protagonista della vita civica a L’Aquila e altrove. Il modello proposto, in realtà, è rivolto in parte al passato a quando, negli anni Settanta, la nostra istituzione era una fucina di idee, progetti e realizzazioni artistiche, a quando i docenti erano Achille Bonito Oliva, Giuseppe Marotta, Carmelo Bene, Mario Ceroli”.

Vanno intense in questo senso le tante convenzioni stipulate in questi mesi, grazie all’attiviso del commissario: con il Muspac (Museo di Arte Contemporanea) dell’Aquila, con la Fondazione del Premio Michetti di Francavilla al Mare (Chieti), con la Galleria nazionale di Arte moderna di Roma, con i Musei Vaticani, con l’Istituto nazionale di grafica, mentre è in corso di perfezionamento un accordo con la direzione regionale per i beni culturali dell’Abruzzo.

Esempio di dialogo estetico con il territorio è stato, quest’estate, l’atelier per gli artisti del futuro, dall’evocativo nome di High Altitude, nella splendida cornice di Rocca Calascio, sulle altitudini del Gran Sasso aquilano.

“Punto di forza per confermare anzi aumentare i 400 iscritti del precedente anno accademico – rileva poi Brandizzi – è il potenziamento della scuola di restauro, che potrà contare in 3 anni su 100 mila euro, grazie ai fondi trovati dal presidente dell’Accademia e della Fondazione Carispaq Roberto Marotta. Non solo, la scuola di scultura avrà a disposizione altri 400 metri quadrati di spazio nei locali dell’ex liceo musicale”.

“Rafforzeremo anche le Scuole di grafica, pittura, decorazione, scenografia, sia nell’assegnazione di spazi adeguati alle esigenze formative, sia nella disponibilità di materiali e tecnologie utili alla sperimentazione – prosegue ancora – Ridefiniremo il biennio di specializzazione che diventerà probabilmente unico per le arti visive: gli studenti in funzione di una maggiore visione contemporanea delle arti amplieranno le specifiche conoscenze acquisite. Infine ci saraà la programmazione di corsi liberi, senza esami, come la scuola libera del nudo o corsi liberi nel laboratorio 3d: questo collegherà in maggior misura l’accademia al territorio”.

Grande novità  sarà il laboratorio di 3d, fiore all’occhiello in Italia, che dispone di scanner e altre attrezzature, che offriranno uno straordinario valore aggiunto alla didattica e alla ricerca in campo artistico delle nuove tecnologie.

Da quest’anno poi saranno attivati anche all’Accademia aquilana corsi abilitanti all’insegnamento. E questo offre garanzie sul fronte dei finanziamenti ministeriali, che non dovrebbero subire tagli rispetto i 900 mila euro del 2013.

“Gli artisti – conclude Brandizzi – hanno una razionalita particolare che permette di definire l’immaginario, scandagliare l’indefinito, esercitare la fantasia e adottare soluzioni creative e questa può essere una dote preziosa per dirigere un accademia”.