PALERMO – In Italia più dell’80% degli immobili abusivi è ancora in piedi perché le ordinanze di demolizione non sono mai state eseguite.

Il dato emerge dal dossier di Legambiente “Abbatti l’abuso. I numeri delle (mancate) demolizioni nei comuni italiani” presentato questa mattina a Palermo nel corso di una conferenza stampa alla quale ha partecipato, fra gli altri, il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

“È ora di chiudere questa pagina vergognosa della storia italiana che ha prodotto e alimentato illegalità ed ha devastato intere aree del Paese”, ha detto Ciafani.

“Si tratta di un fenomeno complesso – ha aggiunto – che si è allargato a dismisura con i tre condoni edilizi, con la complice inerzia dei Comuni e con lo stallo prodotto dai ricorsi amministrativi mai giunti a sentenza. È indispensabile mettere mano a questa materia per riscattare interi territori e le loro comunità, riportando legalità, sicurezza, bellezza, economia sana e turismo”.

La ricerca è stata realizzata sulla base dei dati forniti da 1.804 Comuni italiani (il 22,6% del totale), con un’analisi del fenomeno dal 2004, anno successivo all’ultimo condono edilizio. Secondo Legambiente risultano essere stati abbattuti 14.018 immobili rispetto ai 71.450 colpiti complessivamente da ordinanze di demolizione negli ultimi 15 anni (il 19,6% del totale).

Dalla ricerca spicca anche un altro aspetto: secondo le norme vigenti, infatti, il patrimonio edilizio abusivo colpito da ordine di abbattimento non eseguito entro i tempi di legge, dovrebbe passare alla proprietà dei Comuni che possono demolirlo o destinarlo ad usi di pubblica utilità.

Ma secondo l’associazione “appena il 3,2% di questi immobili risulta trascritto dai Comuni nei propri registri immobiliari”.

Il Friuli Venezia Giulia risulta la regione “migliore” con il 65.1% di esecuzioni di demolizione di immobili abusivi rispetto al proprio territorio regionale, la peggiore è la Campania con appena il 3%.

La Sicilia ha il 9,3% del totale nazionale delle ordinanze emesse e di queste ne ha eseguite il 16,4%, la Puglia ha abbattuto il 16,3% degli immobili colpiti da ordinanza che sono il 3,2% del dato nazionale.

La Calabria, che fa registrare il 3,9% delle ordinanze nazionali ha solo il 6% delle esecuzioni.

Legambiente chiede al Parlamento di intervenire con una proposta legislativa che renda più rapido ed efficace l’istituto delle demolizioni degli immobili abusivi, avocando la responsabilità delle procedure di demolizione agli organi dello Stato (nella figura dei Prefetti) ed esonerando quindi i responsabili degli uffici tecnici comunali ed i sindaci.

L’associazione ambientalista propone inoltre di istituire un fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025 per chiudere la stagione dei condoni edilizi e completare finalmente l’esame di milioni di pratiche ancora inevase.

Sul sito di Legambiente (www.legambiente.it) è possibile scaricare l’intero dossier.