CHIETI – Edilizia, acconciatura ed estetica, autoriparazione, impiantistica, riparazione di beni personali e per la casa, trasporto taxi, cura del verde, comunicazione, traslochi: sono tra i settori più colpiti dal fenomeno del lavoro nero, quasi ottomila le imprese riconducibili a mestieri sotto pressione per concorrenza sleale dell’abusivismo nelle province di Chieti e L’Aquila. Di queste, circa 6.500 sono attività artigiane.

Per definire una strategia per contrastare il fenomeno si è svolto lun incontro tra il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Chieti, colonnello Serafino Fiore, il direttore di Confartigianato Chieti L’Aquila, Daniele Giangiulli, e quello di Cna Chieti, Letizia Scastiglia.

Durante il confronto è stata definita una strategia da portare avanti nel breve periodo: le associazioni di categoria raccoglieranno le segnalazioni e, sulla base delle stesse, partiranno i controlli a tappeto.

Secondo un recente studio, nella sola provincia di Chieti sono 4.191 le imprese – quasi sempre piccole attività – esposte alla concorrenza sleale ad opera di migliaia di operatori che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla. Del totale delle imprese, 3.468 sono attività artigiane.

All’incontro, sollecitato proprio dalle due associazioni di categoria, hanno preso parte oltre al colonnello Fiore, anche i comandanti delle sedi territoriali della Guardia di Finanza, a dimostrazione dell’attenzione delle Fiamme Gialle sul tema.

Giangiulli e Scastiglia, al termine dell’incontro, esprimono “soddisfazione per la sensibilità e la disponibilità dimostrata sul tema dal colonnello Fiore” ed auspicano che vi sia “tolleranza zero per un fenomeno che sottrae lavoro e reddito ai piccoli imprenditori e risorse finanziarie allo Stato, oltre a minacciare la sicurezza e la salute dei consumatori”.

Secondo i dati elaborati dal Centro studi di Confartigianato Imprese Chieti L’Aquia, sono decine di migliaia i “fantasmi” che si aggirano sul territorio, ben 76mila se si considera l’intero Abruzzo: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, mondo parallelo che vale decine di milioni di euro. Un mondo in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori, alle casse dello Stato.

Il sommerso minaccia principalmente le attività di piccoli imprenditori. Quelle maggiormente esposte alla concorrenza sleale ad opera di 26mila operatori che si spacciano per imprenditori, ma che di regolare non hanno nulla, in Abruzzo sono 15.102: 4.191 in provincia di Chieti, 3.611 in provincia dell’Aquila, 3.672 in provincia di Pescara e 3.628 in provincia di Teramo. Del totale, 12.412 sono attività artigiane (3.468 nel Chietino, 2.978 nell’Aquilano, 2.915 nel Pescarese e 3.051 nel Teramano).

In regione è irregolare il 16,4% dei soggetti che svolgono attività indipendente (14,4% in Italia). Oltre alle stime sul lavoro indipendente, significativo anche il tasso di irregolarità totale, che è al 14,2% (12,6 in Italia), dato che colloca l’Abruzzo all’ottavo posto della classifica nazionale.

Confartigianato Chieti L’Aquila e Cna Chieti invitano gli operatori a segnalare, anche in forma anonima, eventuali situazioni di abusivismo, scrivendo a: [email protected] – [email protected]. Le segnalazioni verranno poi inoltrate, nel rispetto della privacy, alla Guardia di Finanza, per i successivi controlli.

Scheda di segnalazione 2022-1 (2)