CHIETI – La psicologa del centro di accoglienza in cui è ospitata la figlia segnala alla procura di aver raccolto alcune confidenze della ragazza in cui si parlava di sospetti abusi, di cui è stata vittima sin da piccola, da parte del padre, così il tribunale dispone la sospensione di ogni contatto tra l’uomo e la figlia, ma lui minaccia ripetutamente il personale della struttura.
Per questo un uomo di Vasto (Chieti) è stato arrestato dagli agenti del commissariato su ordine di custodia cautelare emesso dal giudice per le indagini preliminari.
Le minacce dell’uomo erano rivolte in particolare verso la psicologa, ritenuta responsabile di aver indotto la minore a denunciare gli episodi di violenza.
L’uomo ha prima cominciato ad effettuare decine di telefonate all’utenza del centro di accoglienza con toni alterati e minacciosi nei confronti di chiunque rispondesse al telefono, tanto da costringere il personale a staccarlo, anche per non intimorire la ragazza, già provata per l’accaduto e con forti reazioni d’ansia.
Ha poi intensificato sempre più il numero e la gravità delle minacce, arrivando a seguire la psicologa e dicendole che avrebbe sparato in bocca a lei e ai suoi figli.
La vittima aveva rifiutato più volte di incontrare l’uomo, intenzionato a vedere la figlia a tutti i costi, e questo le era costato vere e proprie forme di persecuzione, in grado di limitarne la libertà e di violare la propria privacy.
La situazione le aveva causato un tale stato di allerta e di ansia tali da costringere la donna a cambiare le proprie abitudini di vita e a denunciare il fatto alla polizia.






