L’AQUILA – Un colore, il giallo, che nell’infinita emergenza coronavirus significherà da oggi per l’Abruzzo un parziale ritorno alla normalità. Ma come ovunque è anche un invito al senso di responsabilità individuale, potente vaccino contro il dilagare del virus.  Per due settimane sarà possibile muoversi liberamente dentro la regione, seppure con il coprifuoco dalle 22 alle 5.  I bar resteranno aperti dalle 5 alle 18 e poi con asporto,  i ristoranti potranno finalmente, con le dovute misure di sicurezza servire il pranzo al tavolo fino alle 18, poi fino alle 22 sarà permessa la consegna a domicilio e comprare cibo da asporto. Sarà inoltre possibile visitare un museo e una mostra, ma dal lunedì al venerdì, con ingressi contingentati. Aperti nei giorni feriali i centri commerciali: di sabato e nei festivi farmacie, tabaccherie, edicole e alimentari situati al loro interno resteranno comunque aperti. In tutta Italia in zona gialla calcola Coldiretti, sono stati riaperti oggi per il servizio al tavolo o al bancone ben 293 mila bar, ristoranti, pizzerie ed agriturismi sopravvissuti alle chiusure. Le attività di ristorazione duramente colpite dalle misure restrittive che hanno provocato infatti al settore una perdita del 48% del fatturato per quasi 41 miliardi di euro nel 2020.

L’allentamento dei divieti è stato deciso a causa di un indice Rt  che finalmente si è abbassato. Complice anche una nuova interpretazione del Dpcm che ha eliminato la terza settimana di ‘osservazione’ per passare nella fascia di minor rigore, interpretazione sollecitata dai governatori pressati dalle categorie ‘vittime’ della stretta.

Assieme all’Abruzzo tornano gialle tutte le altre regioni ad eccezione della Sicilia e della Provincia autonoma di Bolzano che diventeranno arancioni, mentre Puglia, Sardegna e Umbria lo resteranno. E nonostante la Campania sarà gialla, Torre Annunziata si dichiara arancione. . Il Friuli Venezia Giulia entrerà in zona gialla ma mantenendo parecchie restrizioni: il governatore Massimiliano Fedriga ha infatti firmato un’ordinanza, in vigore da oggi, che dispone il divieto di consumare alimenti e bevande per asporto nelle vicinanze dei locali e nei luoghi dove siano possibili assembramenti.

Il colore giallo però in era pandemica significa anche senso di responsabilità, da parte di tutti i cittadini, di evitare in ogni caso assembramenti, indossare sempre la mascherina.

Eppure  bastato soltanto l’annuncio del ritorno di quasi tutta l’Italia in zona gialla perché nei centri storici delle città, nei luoghi della movida, tornassero assembramenti e folla oltre ogni limite di sicurezza. Una situazione che ha spinto Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, a intervenire, ricordando che il ritorno in area gialla “non significa normalità”. E’ necessario invece “evitare assembramenti” poiché c’è il rischio “assolutamente reale che la curva schizzi rapidamente verso numeri difficilmente gestibili”.

Miozzo sottolinea che è fondamentale ricordare cosa è successo la scorsa estate quando “molti si sono proiettati al ritorno alla normalità senza comprendere che il virus era, come oggi, attorno a noi”. A settembre scorso, “abbiamo visto la curva schizzare rapidamente verso numeri difficilmente gestibilie oggi quel rischio è ancora assolutamente reale”, senza dimenticare “l’incognita varianti, di cui si sa ancora poco circa la presenza sul nostro territorio ma abbastanza sulla loro velocità di diffusione”.

Ha poi commentato Andrea Crisanti, direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia: “L’Italia  sarà quasi tutta zona gialla. E’ una delle fasi di questo ‘stop and go’, di cui vedremo gli effetti. Effetti che ci diranno se è stato un errore o meno, dal momento che le regioni in giallo, come si è già visto, non offrono nessuna barriera alla trasmissione. Staremo a vedere”.

Nelle ultime 24 ore in Italia i nuovi contagi sono 11.252 ( 12.715n nel precedente bollettino), i morti 237 (421), secondo i dati del ministero della Salute. Sono stati 213.364 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore in Italia, con un tasso di positività rispetto ai nuovi casi del 5,27% (+0,9% rispetto a ieri). Gli attualmente positivi sono 453.968, 9.384 in meno di ieri.

Il bollettino regionale abruzzese, l’ultimo prima dell’ingresso di oggi dell’Abruzzo in zona gialla ha registrato 402  nuovi casi di coronavirus. Si tratta del dato più alto degli ultimi trenta giorni: il record del mese è del primo gennaio, con 410 contagi. I nuovi casi sono emersi dall’analisi di 3.750 tamponi molecolari: è risultato positivo il 10,72% dei campioni, una delle percentuali più alte registrate a gennaio. Cinque i decessi recenti, che fanno salire il bilancio delle vittime a 1.467.

In aumento le terapie intensive, che fanno registrare il valore più alto da metà dicembre ad oggi. La località più colpita è Pescara, con 64 nuovi casi, che salgono a 160 considerando l’area metropolitana e cioè anche Chieti, Montesilvano, Spoltore, Francavilla al Mare e San Giovanni Teatino.

E’ proprio l’area metropolitana, con numeri in rapida crescita, la zona più colpita nelle ultime settimane.  Situazione resta critica in provincia di Pescara, con 145 nuovi casi e in provincia di Chieti con 100 casi, a seguire la provincia di Teramo, 86 e la provincia dell’Aquila, 59 casi. Altri 12 casi riguardano residenti fuori regione o con residenza in accertamento.

I nuovi positivi hanno età compresa tra cinque mesi e 93 anni. Gli attualmente positivi al virus sono 370 in più e salgono a quota 10.487: 383 pazienti (-6 rispetto a ieri) sono ricoverati in ospedale in area medica e 46 (+3) sono in terapia intensiva. Al momento è occupato il 24,34% dei 189 posti letto di terapia intensiva disponibili nelle quattro Asl. Gli altri 10.058 positivi (+373) sono in isolamento domiciliare. I guariti sono 30.892 (+207). Nelle ultime ore sono stati eseguiti anche 10.178 test antigenici

Eseguiti 3750 tamponi molecolari e 10178 test antigenici.  Sono 207 i pazienti guariti, 10.487 attualmente positivi, in aumento di 370, di cui 383 ricoverati in area medica (-6), 46 ricoverati in terapia intensiva (+3), 10058 in isolamento domiciliare (+373).

A sostenere che  ci sono già “segnali di allarme” dall’andamento della curva dell’epidemia di Covid-19 in Italia è infine il matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).  “L’analisi della curva della percentuale dei positivi sui tamponi, sia a livello nazionale che in alcune regioni, fornisce segnali di allarme”, osserva Sebastiani. Le misure relative alle regioni che erano nella fascia gialla a novembre “si sono già dimostrate a dicembre inefficaci per il contenimento dell’epidemia e l’appartenenza a questa fascia potrebbe essere interpretata come un ‘liberi tutti’, come i fatti di questi giorni sembrano mostrare”.

Se poi si considerano anche il progressivo inizio delle attività in presenza delle scuole superiori, le condizioni più vantaggiose per la circolazione del coronavirus in questo periodo dell’anno, la diffusione di varianti del virus con maggiore capacità di trasmissione, “ci sono – dice il matematico – i presupposti per un probabile aumento significativo della diffusione dell’epidemia nelle prossime settimane. A questo seguirebbe, con ritardo, l’inversione di tendenza delle curve del numero di pazienti Covid-19 in terapia intensiva e nei reparti ordinari, che al momento decrescono in modo lineare”. Successivamente, conclude l’esperto, “anche la curva dei decessi, al momento in debole diminuzione dalla media di 475 decessi al giorno negli ultimi 30 giorni, tornerebbe a salire”.

DA ZONA ARANCIONE A ZONA GIALLA, COSA CAMBIA

Spostamenti
È consentito spostarsi tra le ore 5.00 e le ore 22.00, all’interno della propria Regione o Provincia autonoma, nel rispetto delle specifiche restrizioni introdotte per gli spostamenti verso le altre abitazioni private abitate. Dal 16 febbraio al 5 marzo gli spostamenti tornano invece ad essere consentiti da e per tutte le regioni ubicate in area gialla (salva l’eventuale sopravvenienza di nuove disposizioni limitative). Fino al 5 marzo 2021, resta in vigore anche il cosiddetto “coprifuoco”: dalle ore 22.00 alle 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.

Visite a parenti e amici una volta al giorno
Per quanto riguarda le visite ad amici o parenti, in quest’area è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata della stessa Regione, tra le ore 5.00 e le 22.00, a un massimo di due persone, oltre a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Non serve l’autocertificazione nella Regione
Dalle 5 alle 22 non è necessario motivare gli spostamenti all’interno della propria Regione o Provincia autonoma. Dalle 22 alle 5 o in qualunque orario nel caso ci si sposti, per qualsiasi ragione, verso un’altra Regione o Provincia autonoma, si deve essere sempre in grado di dimostrare che lo spostamento rientra tra quelli consentiti.
Sarà possibile attestare la legittimità dello spostamento anche mediante autocertificazione, che potrà essere resa su moduli prestampati già in dotazione alle forze di polizia statali e alle polizie locali.

Ristoranti e bar aperti fino alle 18
È possibile consumare cibi e bevande all’interno dei bar, dei ristoranti e delle altre attività di ristorazione, dalle 5.00 alle 18.00. Negli stessi orari è consentita senza restrizioni la vendita con asporto di cibi e bevande.
La vendita con asporto è possibile anche dalle 18.00 alle 22.00, ma è vietata in tali orari ai soggetti che svolgono come attività prevalente quella di bar senza cucina o commercio al dettaglio di bevande.
La consegna a domicilio è consentita senza limiti di orario, ma deve comunque avvenire nel rispetto delle norme sul confezionamento e sulla consegna dei prodotti.

Centri commerciali 
Nelle giornate festive e prefestive sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Negozi aperti
Le attività commerciali al dettaglio si svolgono comunque a condizione che sia assicurato, oltre alla distanza interpersonale di almeno un metro, che gli ingressi avvengano in modo dilazionato e che venga impedito di sostare all’interno dei locali più del tempo necessario all’acquisto dei beni.

Palestre e piscine chiuse
Le attività di palestre, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali sono sospese, fatta eccezione per l’erogazione delle prestazioni rientranti nei livelli essenziali di assistenza per le attività riabilitative o terapeutiche e per gli allenamenti degli atleti, professionisti e non professionisti, che devono partecipare a competizioni ed eventi riconosciuti di rilevanza nazionale con provvedimento del CONI o del CIP. È consentito recarsi presso centri e circoli sportivi, pubblici e privati, dell’area gialla, per svolgere esclusivamente all’aperto l’attività sportiva di base, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale e senza alcun assembramento, in conformità con le linee guida emanate dall’Ufficio per lo sport, sentita la Federazione medico sportiva italiana (FMSI), con la prescrizione che è interdetto l’uso di spogliatoi interni a detti circoli. Sospeso lo svolgimento degli sport di contatto. Sono inoltre vietate tutte le gare, le competizioni e tutte le attività connesse agli sport di contatto di carattere amatoriale. Tuttavia, è consentito svolgere all’aperto e a livello individuale i relativi allenamenti e le attività individuate con il suddetto decreto del ministro dello Sport del 13 ottobre 2020, nonché gli allenamenti per sport di squadra, che potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e nel rispetto del distanziamento.

Musei e luoghi della cultura 
In zona gialla il servizio di apertura al pubblico dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura (di cui all’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio) è assicurato, dal lunedì al venerdì, con esclusione dei giorni festivi, con modalità di fruizione contingentata e nel rispetto delle misure anti-Covid. Alle stesse condizioni sono aperte al pubblico anche le mostre.

Seconde case
Dal 16 gennaio 2021, le disposizioni in vigore consentono di fare “rientro” alla propria residenza, domicilio o abitazione, senza prevedere più alcuna limitazione rispetto alle cosiddette “seconde case”. Pertanto, proprio perché si tratta di una possibilità limitata al “rientro”, è possibile raggiungere le seconde case, anche in un’altra Regione o Provincia autonoma (e anche da o verso le zone “arancione” o “rossa”), solo a coloro che possano comprovare di avere effettivamente avuto titolo per recarsi nello stesso immobile anteriormente all’entrata in vigore del Decreto-legge 14 gennaio 2021, n. 2. Tale titolo, per ovvie esigenze antielusive, deve avere data certa (come, per esempio, la data di un atto stipulato dal notaio, ovvero la data di registrazione di una scrittura privata) anteriore al 14 gennaio 2021.  Sono dunque esclusi tutti i titoli di godimento successivi a tale data (comprese le locazioni brevi non soggette a registrazione). Naturalmente, la casa di destinazione non deve essere abitata da persone non appartenenti al nucleo familiare convivente con l’avente titolo, e vi si può recare unicamente tale nucleo. La sussistenza di tutti i requisiti indicati potrà essere comprovata con copia del titolo di godimento avente data certa (art. 2704 del codice civile) o, eventualmente, anche con autocertificazione. La veridicità delle autocertificazioni sarà oggetto di controlli successivi e la falsità di quanto dichiarato costituisce reato.