PESCARA – L’Abruzzo contro Snam e Terna.

Oggi, infatti, ci sono state in contemporanea importanti prese di posizione, delle istituzioni e dei cittadini, contro due progetti, il primo di metanodotto, il secondo di elettrodotto, che potrebbero rivoluzionare gli assetti energetici di questa regione.

A Roma, al ministero per lo Sviluppo economico (Mise), l’assessore Mario Mazzocca e il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, hanno detto no formalmente all’ipotesi di metanodotto sul tracciato Sulmona-Foligno.

A Pescara, invece, si è svolto un Consiglio regionale straordinario per parlare dell’elettrodotto Terna Villanova-Gissi, che segue il collegamento sottomarino Italia-Montenegro, preceduto da un sit-in di cittadini inferociti che non vogliono il tracciato.

Il governatore, Luciano D’Alfonso, si è detto “contrario all’opera” ma ha spiegato di averla “ereditata” dal centrodestra, ha evidenziato che “siamo al 91° minuto” ma che si cercherà di fare “quanto il diritto consente”.

L’assemblea legislativa ha approvato una risoluzione all’unanimità per attivare il governatore e la Giunta in tal senso.

MAZZOCCA E LOLLI AL MISE, “NO AL METANODOTTO SNAM”

Alcune criticità di natura tecnica e amministrativa quali la scarsa aderenza dell’opera alla resilienza sismica del territorio e la possibile incompatibilità con la normativa in materia di “usi civici”.

È quanto sostenuto oggi in conferenza dei servizi dall’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca, intervenuto al Mise insieme al vice presidente della Regione, Giovanni Lolli, sulla vicenda del metanodotto Snam di Sulmona. Si è trattato di una prima seduta di carattere istruttorio.

L’attuale procedimento riguarda l’accertamento della conformità urbanistica e l’imposizione del vincolo all’esproprio.

“Oltre a Snam e Regione – ha commentato Mazzocca – erano presenti anche molti Comuni interessati, tra cui L’Aquila, Sulmona, Pratola Peligna e Popoli, e la Comunità montana Peligna; assente invece, la Provincia dell’Aquila in quanto pare non avesse ricevuto le note pec di convocazione”.

“Abbiamo portato all’attenzione della conferenza oltre al tracciato Snam, ulteriori due opzioni: a tale riguardo la Snam ha mostrato la più netta chiusura a ogni ipotesi di tracciato alternativo a quello Sulmona Foligno”, ha aggiunto.

Va sottolineato come Abruzzo e regioni limitrofe interessate al progetto di gasdotto della Snam si siano presentate con una posizione condivisa.

“Abbiamo deciso – spiega l’assessore – di andare a Roma con una strategia comune, incentrata sostanzialmente sul fatto di non esprimere alcun assenso all’intesa sul progetto fino a quando non saranno sciolti i nodi relativi alla centrale di compressione di Sulmona e di trasferire contestualmente la discussione sul tavolo della Conferenza Stato Regioni”.

L’Abruzzo ha formalizzato il diniego all’intesa presentando la delibera di Giunta regionale n.132 del 20 febbraio 2015 e le decisioni assunte nella riunione con i rappresentanti delle altre regioni nonché il documento dei Comuni interessati che evidenzia il loro parere contrario sull’opera.

Una vicenda che investe i temi della tutela ambientale, della sicurezza sismica e, più in generale, il futuro di interi territori che vanno tutelati per difendere gli interessi delle nostre comunità.

ELETTRODOTTO: PRESIDIO DI PROTESTA DAVANTI CONSIGLIO REGIONALE

Presidio di protesta dei comitati cittadini contrari alla realizzazione dell’elettrodotto Terna, al Comune di Pescara, dove è in programma il Consiglio regionale straordinario richiesto dal Movimento 5 stelle proprio per discutere circa la realizzazione dell’infrastruttura.

La conferenza dei capigruppo ha incontrato dapprima una delegazione di tecnici e dirigenti Terna e poi i manifestanti.

Presente agli incontri anche il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso.

Nel corso del Consiglio regionale straordinario l’Aula sarà chiamata a votare una risoluzione dei grillini contenente, come spiega il consigliere Sara Marcozzi (M5s), “21 punti relativi alle cose che la Regione può fare”.

“Al di là di ciò che la Regione può fare, e può fare tanto – afferma per i comitati Renato Di Nicola – chiediamo che vengano bloccati i lavori mentre si stabiliscono tutte le verità del caso. Ci sono 21 punti da chiarire: chiariamoli prima e non dopo”.

“I politici vengono eletti per difendere gli abruzzesi – aggiunge il rappresentante dei Comitati – Se i cittadini sono contrari e il presidente di Regione dice di essere contrario, allora deve difendere i cittadini, al di là delle questioni tecniche, e non Terna. La fonte del diritto primario è il popolo”.

RISOLUZIONE PER VERIFICHE SU ELETTRODOTTO

Il Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria nell’Aula consiliare del Comune di Pescara, per discutere dell’iter procedurale relativo all’elettrodotto Villanova-Gissi, ha approvato all’unanimità una risoluzione in cui si impegna il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, e la Giunta regionale ad attivarsi nei confronti del progetto della società Terna.

Nel documento si chiede alla Regione di verificare, anche al ministero, il rispetto di tutte le procedure e delle prescrizioni del progetto, in particolare per quanto riguarda i lavori eseguiti fino a oggi.

Attenzione viene anche richiesta sulle autorizzazioni per il vincolo idrogeologico e sul loro rilascio. Tra gli altri punti si chiede poi di controllare le prescrizioni della Via sulla Centrale Turbogas di Gissi, oltre alla verifica del reale fabbisogno di energia elettrica odierno in Abruzzo, dato che il progetto si basa su una stima dei consumi risalente a diversi anni fa, quando nella regione era presenti meno impianti di produzione.

Infine si invita la società a ritirare le querele che sarebbero state presentate nei confronti dei proprietari che avrebbero rifiutato di raggiungere un accordo sull’esproprio dei terreni.

D’ALFONSO, “SIAMO AL 91° MINUTO, IO CONTRARIO MA L’OPERA L’HO EREDITATA”

“Faremo tutto ciò che il diritto ci consente di fare. La mia opinione è che questa opera non andava fatta, ma io ho ereditato delle procedure avanzate. Ora affideremo a una competenza indiscutibile, cioè la presidente del Comitato Via, Cristina Gerardis, la lettura ultima di questa vicenda, sapendo che siamo arrivati al 91° minuto”.

Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, a proposito dell’elettrodotto Villanova-Gissi, nel corso dell’incontro con i comitati cittadini contrari alla realizzazione dell’opera.

Il governatore ha sottolineato che “mobiliteremo le competenze sapendo che qui siamo davanti a una procedura per una parte maturata e conclusa e che dà il diritto di eseguire, per un’altra parte, secondo il diritto della comunità, c’è la volontà di preservare suolo, sottosuolo e sovrasuolo da questa realizzazione invasiva che nega attività agricole future e che nega la bellezza di alcuni spazi”.

“Noi – ha ricordato il presidente – abbiamo agito sul terreno della moral suasion e non ce l’abbiamo fatta perché i pareri erano già conseguiti e abbiamo revocato la cosiddetta ‘direttiva Sorgi’ che ha consentito questo safari. Ora ci rimane una contorsione che non escludiamo di realizzare: costituirci ‘ad adiuvandum’ a sostegno di coloro i quali hanno attivato il contenzioso”.

“Cosa si può fare in più? Studiare nel dettaglio gli elementi di debolezza della procedura – ha sottolineato – per vedere se è possibile revocare l’intesa, ma di questo c’è bisogno di occuparsene con molta competenza e puntualità perché gli altri portatori di interessi non saranno fermi ovviamente. Ecco perché bisogna compiere messe in campo di comportamenti che poi sono resistenti”, ha concluso D’Alfonso.

TERNA, “L’OPERA SERVE, L’ABRUZZO È A RISCHIO BLACKOUT”

L’Abruzzo è una delle regioni italiane “con il maggior deficit elettrico” e a questo si associa una “carenza infrastrutturale che causa una notevole limitazione all’esercizio elettrico fino a un rischio blackout; l’elettrodotto Villanova-Gissi servirà a immettere in rete una quantità maggiore dell’energia prodotta da un’importante centrale elettrica abruzzese, contribuendo a garantire sicurezza ed efficienza del sistema elettrico dell’area”.

Lo afferma Terna al termine dell’audizione di dirigenti e tecnici della società in conferenza dei capigruppo del Consiglio regionale.

Terna sottolinea che in Abruzzo “la differenza tra l’energia richiesta e quella prodotta è pari al 33%” e che con il nuovo elettrodotto, che servirà anche a “valorizzare impianti esistenti senza richiedere la costruzione di nuovi”, ci saranno “ritorni in termini sia di efficienza sia di risparmi per imprese e famiglie”.

Nel corso dell’incontro Terna Rete Italia ha ricordato che “l’iter autorizzativo per l’opera avviato da Abruzzo Energia nel dicembre 2009 si è concluso il 15 gennaio 2013 con il rilascio del decreto autorizzativo da parte del ministero dello Sviluppo economico, di concerto con il ministero dell’Ambiente”.

“Tale autorizzazione – sottolineano alla società – è stata volturata a Terna il 4 marzo 2013. Da quel momento, la società ha partecipato a numerosi incontri e assemblee pubbliche con le diverse amministrazioni comunali interessate. L’audizione è stata l’occasione per ricordare che Terna Rete Italia ha rispettato tutte le prescrizioni impartite dal ministero dell’Ambiente”.

IL 2 MARZO OPEN DAY TERNA A LANCIANO

Intanto, il prossimo 2 marzo si terrà il secondo Open Day sull’elettrodotto Villanova-Gissi organizzato da Terna a Lanciano (Chieti) dalle 10 alle 19.

Il precedente si era svolto il 6 febbraio scorso a Pescara per relazionare la popolazione sui dettagli dei lavori relativi alla realizzazione del collegamento sottomarino Italia-Montenegro, in particolare nell’area dell’approdo del Fosso di Vallelunga.

Gli ambientalisti in quel caso avevano promosso un presidio davanti all’Auditorium Flaiano di Pescara, al cui interno era in corso l’iniziativa di Terna.

In quell’occasione erano presenti all’iniziativa, oltre ai tanti cittadini contrari all’infrastruttura Villanova-Gissi, i deputati abruzzesi Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso (M5s), il consigliere regionale Domenico Pettinari (M5s), il gruppo grillino al Comune di Pescara e rappresentanti dei Comuni di Lanciano e San Giovanni Teatino (Chieti) in fascia tricolore.

Terna aveva ribadito di essersi “mossa nel pieno rispetto della normativa” e che “non c’è stato nessun abuso di potere. Solo laddove non si è raggiunto un accordo bonario abbiamo proceduto con l’esproprio coattivo. Abbiamo la forza per andare avanti, ma non la esercitiamo perché vogliamo evitare lo scontro e quindi scegliamo la via pacifica”.