L’AQUILA – “Mi sembra alquanto singolare che Biondi sia dovuto scendere in campo, lui direttamente, per difendere l’Amministratore Unico di una società regionale quando nulla hanno detto le segreterie dei partiti del centrodestra, Fratelli d’Italia in primis, o la Regione stessa a tutela dell’operato del dimissionario Amministratore Unico di Abruzzo Progetti”.

Nel giorno in cui l’azionista di maggioranza Regione Abruzzo dovrà nominare il nuovo amministratore unico della società in house Abruzzo progetti, al posto del dimissionario Andrea Di Biase a lanciare bordate contro il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, di Fdi, è il consigliere regionale del Partito democratico Sandro Mariani.

Di Biase si è dimesso dopo il pronunciamento dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), sull’incompatibilità con il suo ruolo di direttore generale dell’Icsa, residenza per anziani partecipata del Comune dell’Aquila. Di Biase è anche il capogabinetto di Biondi, che in una intervista ad AbruzzoWeb ha difeso a spada tratta Di Biase, contro la sinistra con “la bava alla bocca”, ricordando che le sue dimissioni non erano nemmeno dovute, e assunte “proprio per il profondo rispetto delle istituzioni, considerando che il pronunciamento dell’Anac è notoriamente solo consultivo e non vincolante e in questo caso persino impugnabile perché molto labile dal punto di vista giuridico”.

Non è si è fatta attendere la replica di Mariani: “Lette le sue dichiarazioni, per coerenza non posso che invitare Biondi ad impugnare direttamente o a far impugnare il parere Anac perché ritenuto solo consultivo, non vincolante e labile giuridicamente: è importante ripristinare una eventuale correttezza nell’interpretazione della normativa sull’inconferibilità o sul cumulo degli incarichi affinché, se è vero quanto afferma Biondi, ad Anac cambino l’orientamento nell’interpretazione della norma e così altri Capi di Gabinetto, anche in Regione Abruzzo, non incorrano in eventuali “errate censure” da parte dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Mariani  poi coglie l’occasione per attaccare nuovamente Biondi per il suo ruolo rietenuto “appiattito sul governo e al Regione”, di presidente regionale dell’Associazione nazionale comuni italiani (Anci).

Chiedo a Biondi di intervenire sul presidente Marsilio affinchè scenda in campo per aiutarci a capire quali sono le misure a favore dei comuni presenti nella prossima finanziaria regionale visto che, al momento, non ne conosciamo minimamente i contenuti ormai a pochi giorni dalla sua necessaria approvazione. Il presidente Biondi, sempre in qualità di numero uno di Anci Abruzzo, potrà essere un importante elemento di cerniera con il Governo Regionale e mi aspetto sia in campo al nostro fianco nell’ormai imminente discussione sulla nuova legge elettorale per la Regione Abruzzo affinché, oltre a ragionare di collegi unici, venga finalmente rimossa la cosiddetta norma “anti-sindaci” che ne prevede l’incandidabilità in Regione salvo dimissioni sei mesi prima o che la stessa di applichi finalmente anche per i parlamentari in carica: infatti o sono tutti candidabili o tutti incandidabili con le stesse regole del gioco”.