Un successo il recupero di Santo Stefano di Sessanio:
le case ristrutturate han resistito anche al terremoto

ROMA – La camera è un’ex fienile: sotto c’era la stalla cinquant’anni fa. Le pareti in pietra e i grandi travi in legno sovrastano un letto dalle candide lenzuola di lino: il lusso è quello – asciutto ed evocativo – di un hotel a 5 stelle in linea con la filosofia dell’eco luxury. Benvenuti nell’«albergo diffuso» di Santo Stefano di Sessanio, borgo appenninico a 1250 metri.

 

DUE ORE DA ROMA – Ci si arriva in un paio d’ore da Roma, attraverso la A24 e poi la statale 17 da L’Aquila fino a Barisciano, quindi per una strada comunale. In questi giorni le carreggiate sono sgombre e la neve si ritira verso le vette del Gran Sasso e della Maiella. Per Pasqua c’è ancora qualche camera libera ma molte sono state prenotate da turisti stranieri che qui sono il 70% della clientela.
Il loro turismo responsabile sta aiutando l’Abruzzo ferito e quest’anno a Sextantio le presenze sono cresciute del 30%: tanto che se ne stanno occupando con articoli di prossima uscita anche l’Independent e il New York Times.

VILLAGGIO FANTASMA – Santo Stefano, una manciata di chilometri oltre L’Aquila e l’altopiano di Navelli, era un paesino di 3 mila anime prima dell’esodo che, negli Anni Cinquanta, svuotò le case e lo ridusse a un villaggio fantasma. Tramonto di una civiltà. Oggi è tornato a vivere grazie al turismo. E all’impresa visionaria di Daniele Kihlgreen, che nel 1999 ne acquistò gran parte delle case abbandonate e cominciò a trasformarle in camere d’hotel.
Un’impresa straordinaria, inaugurata nel 2003, che ha preceduto quella titanica della ricostruzione in Abruzzo. Sextantio, come è stato ribattezzato l’albergo diffuso ( info: 0862. 899112), è passato quasi indenne attraverso le grandi e piccole scosse che il sisma ha inflitto alla regione a partire dal 6 aprile 2009: qui sono crollati soltanto 2 edifici; l’unica casa non ancora recuperata né ristrutturata e la torre del paese. Tra le case fortemente danneggiate, altri edifici che non erano stati ben consolidati nella ristrutturazione del borgo. Solo cinque famiglie qui hanno avuto una casa nuova. Il resto di Sextantio ha dimostrato che il progetto di recupero era rivoluzionario.

PARENTI EMIGRANTI – Nella sala Cantinone dedicata alle colazioni ma anche al gioco delle carte, la signora Emanuela ricorda i parenti e le migrazioni – suo padre andò a cercar lavoro in Nord Europa – e racconta la felicità di aver potuto assistere alla rinascita, mentre vi serve torte dolci e salate fatte da lei e cotte nel forno a legna del borgo, conserve e marmellate artigianali, formaggi e prosciutti d’Appennino. La vicina Locanda sotto gli Archi propone cucina tradizionale: minestra con le lenticchie di alta montagna e agnello del Gran Sasso alla callara (lenta cottura con pentole di rame).
Se volete provare anche una cucina di tendenza, raggiungete la vicina Camarda e cenate al ristorante Elodia, dove la famiglia Moscardi celebra il legame tra il cibo, l’identità, la cultura abruzzesi. Santo Stefano di Sessanio è una meta ideale per questa Pasqua perché unisce tradizione culinaria, fascino delle montagne e la consapevolezza di dare un contributo alla rinascita di una terra duramente colpita.

TURISTI DEL TEREMOTO – Non temete, non è più il momento dei «turisti del terremoto», dei curiosi che intralciavano i soccorsi: qui ora viene chi vuole aiutare. E aiutare significa anche capire: perciò fate una gita a L’Aquila. Ammirate l’esterno della Basilica di Collemaggio. Poi fate una passeggiata nel corso, attraversando il centro ferito eppure parzialmente riaperto, camminate per qualche metro dentro la Chiesa delle Anime Sante in piazza Duomo.
Da Sextantio si può anche raggiungere Navelli, borgo dove val la pena di fare un salto alla Cooperativa coltivatori zafferano, per acquistare i fili rossi migliori d’Italia. Infine – per chi ama la neve – si possono fare escursioni con le ciaspole (racchette da neve) o gli sci da fondo a Campo Imperatore.

 

Articolo originale: http://roma.corriere.it/roma/notizie/tempo_libero/10_marzo_28/abruzzo-turismo-solidale-pasqua-1602734603912.shtml