L’AQUILA – Il Tar Abruzzo ha accolto il ricorso presentato dalla società regionale Abruzzo Engineering contro il bando di gara promosso dalla Regione Abruzzo, che aveva indetto la procedura aperta per l’affidamento dello studio di fattibilità della rete dei sottoservizi.
Il Tar ha sospeso la procedura di gara riconoscendo alla società (controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 30 per cento da Finmeccanica, attraverso Selex Service Management, e al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila) la natura giuridica “in house”, che imponeva all’Ente regionale l’affidamento diretto.
In sostanza Abruzzo Engineering ha vinto un ricorso contro l’azionista di maggioranza su una questione di vitale importanza, visto che è la problematica legata al futuro di un sodalizio in crisi economica e di commesse con i circa 200 dipendenti, molti dei quali in cassa integrazione, senza una prospettiva occupazionale certa.
Il presidente della regione, Gianni Chiodi, vuole chiarire proprio questo aspetto per porre le basi per il rilancio di una società da manifestare con un programma e atti concreti nell’assemblea del 17 novembre prossimo.
Per il presidente di Abruzzo Engineering, l’avvocato Francesco Carli, “l’ordinanza del Tribunale Amministrativo Regionale riconosce la natura giuridica ‘in house’ di Abruzzo Engineering, conferma la titolarità di diritti speciali esclusivi assegnati dalla Regione Abruzzo in materia di ambiente, territorio, opere pubbliche, protezione civile e sistemi informativi, e decreta che l’affidamento diretto è conferme allo schema legale”.
Come recita una nota di Abruzzo Engineering, “il provvedimento del giudice amministrativo, confermando i pareri dell’avvocatura regionale allegati al ricorso e, prendendo atto della chiara indicazione della legge regionale 34/2007, si sovrappone autorevolmente a ogni diversa ipotesi formulata informalmente e immotivatamente in ambiente regionale, favorendo il necessario riavvio delle procedure di affidamento”.



