L’AQUILA – “In estrema buona fede, seguendo le direttive della Giunta regionale, ho soltanto voluto far lavorare gli aquilani di Abruzzo Engineering”.
Quella di oggi è stata la prima uscita pubblica per l’ex assessore regionale e attuale consigliere regionale di Futuro e libertà, Daniela Stati, dopo un anno e mezzo dall’inizio dell’inchiesta che, nell’agosto 2010, ha fatto scattare le manette per lei e altre tre persone, accusate di aver fatto pressioni per far assegnare alla società Abruzzo Engineering, oggi in liquidazione, una commissione importante per i lavori post sisma.
In attesa dell’udienza preliminare, rinviata al 31 gennaio, la Stati ha voluto chiarire la sua posizione pubblicamente, affiancata dal coordinatore regionale di Fli, Daniele Toto.
“Quello che oggi è doveroso dire – ha spiegato – dopo un anno e mezzo durante il quale sono stata messa alla gogna, è che ho soltanto chiesto di poter far lavorare gli aquilani. Di questo mi si accusa”.
Secondo l’accusa, la società Abruzzo Engineering (controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 30 per cento dalla Selex e al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila) sarebbe stata “agevolata” attraverso un’ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri modificata, sempre secondo l’accusa, dopo l’intervento dell’ex assessore Stati, così da portare all’acquisizione di lavori per 1,5 milioni di euro.
“Quando ho avuto l’occasione – ha raccontato il consigliere regionale di Fli – mi sono recata con il mio dirigente da Vincenzo Spaziante (funzionario della Protezione civile, ndr). Ho fatto presente che si stavano facendo lavorare tante persone, come il consorzio Reluis. Quindi ho chiesto di poter far lavorare Abruzzo Engineering, poiché le direttive della Giunta andavano in questo senso. Non entro nel merito di chi ha assunto quelle persone. Io ho soltanto chiesto di farle lavorare”.
“Leggo quanto, qualche giorno fa, ha detto Carlo Costantini sui costi di Fintecna – ha proseguito- Si tratta di circa 3 milioni di euro l’anno. Non si potevano far lavorare, invece, gli aquilani?”.
Su quali siano i piani della Regione per salvare la società, in liquidazione, la Stati dice di non saperne nulla. “Sono l’ultimo soggetto a cui chiedere. In questo momento devo solo rispondere alla magistratura e tutelare me stessa”.
Oltre al consigliere regionale, gli indagati sono Ezio Stati, padre di Daniela, già tesoriere della Democrazia cristiana ed ex capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale; l’imprenditore Vincenzo Angeloni, ex parlamentare di Alleanza nazionale e Forza Italia nonché ex presidente dell’Avezzano Calcio e della Valle del Giovenco; l’altro imprenditore Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, società del gruppo Finmeccanica; infine Marco Buzzelli, marito della Stati. (e.m.)





