L’AQUILA – “Dopo la trasformazione in house, i dipendenti di Abruzzo Engineering rappresentano una bella gatta da pelare per la Regione Abruzzo, una bega che è costata a tutti i cittadini abruzzesi milioni di euro e che oggi costringe il governo regionale a gestire una situazione che oscilla tra l’illegalità e l’eticamente scorretto”.

Con queste parole i consiglieri regionali del Movimento 5 stelle commentano “le numerose nebulosità che si presentano nello smistamento dei dipendenti di Ae” tanto che annunciano approfondimenti ed eventuali esposti alla magistratura.

“Nulla di nuovo – sottolinea il consigliere marsicano Gianluca Ranieri – avevamo già denunciato queste anomalie durante la storica commissione notturna nella quale si è svolta una dura battaglia per la legalità. Battaglia che abbiamo combattuto per sottolineare quelle criticità che oggi sono sotto gli occhi di tutti”.

“Infatti, accantonata del tutto l’idea della diffusione della banda larga, che secondo i piani originari avrebbe dovuto impegnare la nuova società della Regione, due terzi del personale di Abruzzo engineering saranno utilizzati per l’Ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila (Usra) e la parte rimanente andrà invece agli uffici provinciali del Genio civile. Una sistemazione che presenta non poche storture e che non convince affatto”, prosegue il M5s.

“Sebbene l’ufficio per la ricostruzione possa convenzionarsi direttamente e senza passare per appalto con Abruzzo Engeneering, non è chiaro quanta attività Ae possa cedere a enti che non siano la Regione – spiega Ranieri – Del resto, una società in house della Regione deve prestare i propri servizi prevalentemente a essa, motivo per il quale viene finanziata con i soldi di tutti gli abruzzesi”.

Proprio sull’Usra, nelle ore frenetiche del salvataggio, i grillini avevano preso un granchio indicando l’ufficio speciale tra i soci di Ae, quando invece esiste solo dal 2012.

Ma secondo i Cinque stelle “un’altra grande anomalia riguarda le assunzioni: Resta da chiarire come sia possibile che in una società della Regione la grande maggioranza dei dipendenti sia assunta a chiamata diretta e sia stata assunta, quindi, senza aver superato un regolare concorso – prosegue Ranieri – Come se non bastasse l’Usra, che evidentemente non ha trovato tra il personale di Abruzzo Engeneering le professionalità di cui avrebbe avuto bisogno (o forse i nomi e i cognomi che avrebbe voluto), si appresta a pagare 640 mila euro di compensi a 16 figure, scelte con una selezione per soli titoli e conclusasi il 3 di settembre, escludendo senza un fondato motivo gli idonei del Ripam (il cosiddetto Concorsone)”, come svelato da AbruzzoWeb.

“La situazione è assolutamente insostenibile, faremo i dovuti approfondimenti e ci riserviamo di fare tutte le denunce del caso verso gli organi competenti – minaccia Ranieri – In Regione Abruzzo deve essere ripristinata la legalità, i giochi politici del ‘sistema il tuo impiegato che io sistemo il mio’ non possono essere ulteriormente tollerati dai cittadini abruzzesi soprattutto da coloro che onestamente hanno partecipato a un concorso e lo hanno vinto”.