L’AQUILA – La liquidazione volontaria decisa dal socio di maggioranza, la Regione e per essa il presidente, Gianni Chiodi, della società ‘in house’ Abruzzo Engineering anche per i sindacati era l’unica opportunità per cercare di avviare un percorso finalizzato alla salvaguardia dei 193 posti di lavoro dell’azienda.
“La cosa che più ci preme – afferma Emilio Speca della Filcams Cgil – è salvaguardare i dipendenti, molti dei quali sono impegnati presso il Comune e la Provincia dell’Aquila in attività legate al post terremoto e alla ricostruzione. È stato avviato un percorso che il presidente della Regione, Gianni Chiodi, aveva già delineato. Con la liquidazione cosiddetta ‘in bonis’, cioè decisa dalla proprietà, si può cercare di trovare delle soluzioni per i dipendenti che, lo ricordo, in caso di scioglimento della società avrebbero come unica prospettiva quella del licenziamento”.
Dal vertice di ieri sera sono stati nominati quattro liquidatori della società: i tre consiglieri di amministrazione, il presidente, Francesco Carli, e i due componenti Luigi D’Eramo e Vincenzo Genovesi, e Luigi Puzzovio. Nei prossimi giorni è prevista la loro prima riunione per valutare il da farsi.
Tra le ipotesi sul tavolo per il futuro, quella di creare una società nuova di zecca, una new company (newco), che riassorbirebbe una parte della forza lavoro e una parte dei rami d’azienda.
“Il futuro della società Abruzzo Engineering – ha spiegato Davide Frigelli, Fisscat-Cisl – ci interessa fino ad un certo punto. Ciò che a tutti sta veramente a cuore è salvare i posti di lavoro. Sul sodalizio sta indagando anche la magistratura e credo che quella sia una vicenda che oltre la politica o il sindacato; mi auguro e credo i giudici faranno il loro lavoro al meglio per fare chiarezza su responsabilità e dinamiche che hanno portato a questo punto Abruzzo Engineering”.
“La liquidazione ‘in bonis’ – aggiunge Frigelli – è un atto con il quale viene scongiurata l’ipotesi del fallimento; penso che fosse l’unica soluzione percorribile per garantire la tutela dei dipendenti. Adesso bisogna capire quale può essere il percorso per costruire un nuovo futuro che dovrà essere slegato da Abruzzo Engineering”.
La società mista pubblico-privata, controllata al 60 per cento dalla Regione Abruzzo, al 30 per cento da Finmeccanica, attraverso Selex Service Management, e al 10 per cento dalla Provincia dell’Aquila. (g.a.)
AE: DALLA NASCITA PIU’ OMBRE CHE LUCI
Abruzzo Engineering è stata creata nel febbraio del 2007 su iniziativa dell’ex presidente della Regione, Ottaviano Del Turco, e del suo amico Pierfrancesco Guarguaglini, amministratore delegato di Finmeccanica.
La mission aziendale era quella di abbattere in Abruzzo il digital divide, la divisione digitale tra chi ha Internet veloce e chi no.
Ma la storia è andata avanti tra luci (poche) e ombre (molte). L’ultimo bilancio è stato chiuso con un rosso di circa 19 milioni di euro, in maggioranza nei confronti del socio privato Selex.
Un tarlo, quello dell’esercizio in passivo, per Gianni Chiodi, vista l’impossibilità di coprire il disavanzo che lo ha fatto sbilanciare verso la liquidazione piuttosto che un’ipotesi di rilancio, che era l’altro punto all’ordine del giorno.
La Regione ha anche accelerato sulla liquidazione per i dubbi sullo status in house di Ae, cioè la possibilità di avere direttamente commesse dall’azionista di maggioranza, nodo che Chiodi ha cercato di sciogliere chiedendo un parere anche ai pubblici ministeri della procura dell’Aquila, Antonietta Picardi e David Mancini.
Altra zavorra, le inchieste giudiziarie che hanno sfiorato AE: una sugli appalti per il terremoto, che ha portato all’uscita dall’esecutivo dell’ex assessore Daniela Stati, l’altra su un passaggio preliminare alla nascita di Abruzzo Engineering: la cessione alla Provincia dell’Aquila di Collabora Spa, che vede indagato per truffa l’attuale direttore generale di Ae, Vittorio Ricciardi, che era amministratore delegato e proprietario del 49 per cento delle azioni della stessa Collabora Spa, accusato di aver gonfiato il prezzo e nascosto il passivo.
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