L’AQUILA – “In questi giorni assistiamo a una storia d’amore e odio tra la Regione Abruzzo e Selex. Nel ridondante flusso di informazioni l’aspetto su cui non si focalizza l’attenzione è che Il nuovo perimetro delle partecipazioni societarie, definito nella legge di stabilità 2015, richiede che vengano eliminate le società e le partecipazioni non indispensabili al perseguimento delle finalità istituzionali e che venga perseguito il contenimento della spesa pubblica e il buon andamento dell’azione amministrativa, la tutela della concorrenza e del mercato, avviando un processo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie, direttamente o indirettamente possedute”.
Con queste parole il consigliere regionale del Movimento 5 stelle Gianluca Ranieri, eletto nel collegio aquilano, commenta le vicende sulla società Abruzzo Engineering, la società mista pubblico-privata è nata nel 2002 con un protocollo di intesa siglato dagli allora presidenti della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, di Finmeccanica, Pierfrancesco Guarguaglini, e della Provincia dell’Aquila, Stefania Pezzopane, con lo scopo di portare l’Internet veloce in tutto Abruzzo.
Ma questa società, di fatto, non è mai entrata in funzione davvero e ora langue in liquidazione con un debito milionario dovuto a una grave crisi di commesse.
“Perché le società in house siano realizzabili – continua il consigliere – la stessa norma stabilisce che, oltre ai presupposti dell’affidamento e agli obblighi di servizio pubblico, sia predisposto un quadro operativo trasparente che leghi la gestione dell’ente a quella delle sue partecipate, come avrebbe già dovuto verificarsi se si fossero impostate procedure corrette, ma così non è stato”.
Secondo il consigliere grillino “è evidente che la Giunta intende semplicemente ostinarsi nel salvaguardare una realtà che non sta in piedi e dalla struttura già deteriorata in partenza. Non c’è la ricerca di uno sviluppo o la tutela della regione Abruzzo – accusa – ma si intende perpetuare una realtà figlia della politica fatta a tavolino senza alcuna partecipazione ed empatia verso i bisogni reali della popolazione con l’unico scopo di alimentare un sistema di connivenze e perpetuare quindi la propria esistenza in vita”.
“È importante sottolineare che i costi di questo salvataggio in extremis cadranno sui cittadini poiché saranno soldi pubblici quelli che la Regione utilizzerà per mantenere viva, con un accanimento inspiegabile, questo azienda nata male e forse finita peggio – conclude – Noi seguiremo la vicenda in ogni sua evoluzione e garantiremo trasparenza e tutela per tutti i cittadini abruzzesi che non possono pagare l’ennesima ‘svista’ della politica abruzzese”.






