L’AQUILA – “Ci mandate via? E allora beccatevi il decreto ingiuntivo per tutti i compensi arretrati!”.

La nuova grana che potrebbe creare problemi per il pagamento degli stipendi dei dipendenti di Abruzzo Engineering, la società in house della Regione, è arrivata all’indomani della sostituzione in blocco del collegio sindacale e del revisore dei conti, avvenuta nell’assemblea del 12 settembre.

Non confermati nell’incarico sono i sindaci Angelo Troiani, presidente, Luciano Orsini e Giuliano Calderoni, stessa sorte per il revisore contabile Paolo Badia.

Sostituti da Giuseppina Zanchiello, presidente, Claudio Daventura e Lodovico Presutti. Il nuovo revisore sarà Marco Nestore.

Per Abruzzo Engineerig che sta affrontando, dopo il salvataggio della Regione, un non facile percorso per uscire dallo stato di liquidazione, è stata anche occasione per dare una sostanziosa sforbiciata ai compensi.

I vecchi sindaci guadagnavano 25 mila euro l’anno a testa, quelli nuovi solo 8 mila nel caso del presidente, 6 mila nel caso dei due componenti. Il compenso del revisore è sceso da 25 mila euro a 8 mila euro.

Il problema è però che gli ex-sindaci e l’ex revisore avanzano due anni di compensi non corrisposti per circa 200 mila euro complessivi, e all’indomani della rimozione hanno immediatamente notificato il decreto ingiuntivo.

L’effetto ora è che se non entreranno nelle casse di Abruzzo Engineering una cifra corrispondente in tempi brevi, a rischio potrebbe essere il pagamento degli stipendi dei 162 dipendenti.

Dipendenti oggi tutti al lavoro, dopo un lungo periodo di inattività e vertenze, in buona parte negli uffici della ricostruzione post-sisma dell’Usra e dell’Usrc, ma anche in vari settori della Regione Abruzzo, come Genio civile, Ambiente e Risorse idriche.

Il tutto mentre si attende l’ultimo passaggio per l’uscita dallo stato di liquidazione della società in house, iter affidato al collegio dei liquidatori presieduto dall’avvocato Francesco Carli.

Ovvero la presa in possesso da parte della società della nuova sede, di proprietà regionale, un palazzo di piazza Santa Maria Paganica a L’Aquila, che aveva ospitato, prima della sua soppressione, l’Azienda regionale promozione turistica, oggi in corso di ristrutturazione post-terremoto.

Il suo valore, una volta quantificato, potrà essere iscritto a bilancio, facendo così finalmente quadrare i conti di Abruzzo Enginering.

A quel punto si dovrà nominare un amministratore unico, che avrà una bella gatta da pelare: in base al decreto Madia, approvato pochi giorni fa, le società partecipate non potranno più fare debiti, e l’amministratore unico sarà responsabile personalmente di eventuali risultati negativi, nel caso non abbia preso provvedimenti per evitarli.

Saranno un ricordo anche i tempi della ricapitalizzazione, come quella da 5 milioni necessari a chiedere la transazione con il vecchio socio Selex che vantava crediti di 30 milioni di euro.

Anche in vista della fine dell’era delle vacche grasse, i liquidatori di Abruzzo Engineering hanno deciso di tagliare i compensi dei sindaci e del revisore, anche se questo passaggio non si annuncia indolore.