L’AQUILA – “Come Filcams Cgil provinciale abbiamo sempre ritenuto possibile una soluzione lavorativa per i dipendenti di Abruzzo Engineering, che hanno sempre dato prova, negli anni, di professionalità nello sviluppo e nell’attuazione dei lavori, come quello che attualmente stanno svolgendo per la ricostruzione”. Inizia così una lunga e articolata nota del sindacato Filcams Cgil sul futuro dei lavoratori della società in house della Regione Abruzzo Engineering.
“La nostra regione ha bisogno di servizi di qualità e di progetti di modernizzazione, certamente non incoraggiati dallo stato confusionale della politica degli ultimi 15 anni.
Il presidente della Regione, che in una riunione ufficiale si era impegnato all’attuazione del piano industriale, successivamente ha rinunciato a portare avanti questo impegno poichè ha ritenuto che non sussistessero le condizioni giuridiche per l’affidamento diretto dei lavori alla società da parte della regione”.
“La sentenza del Tar ha smentito questa posizione, indicando che, per la natura ‘in house’ della società, la regione deve affidare i lavori ad Abruzzo Engineering. La società, per scelta del presidente, assolvendo anche ad un obbligo giuridico, è stata posta in liquidazione: riteniamo che i soci, in tempi estremamente celeri, debbano chiarirsi sulla situazione debitoria e risolverla”.
“Come filcams non solo non ci siamo opposti ad una riorganizzazione della società, ma ne siamo stati promotori, ritenendo che le condizioni per dare una soluzione di lavoro ed occupazionale ai dipendenti sono tutte realizzabili: se il presidente della Regione esprimerà la volontà di una seria rimodulazione del piano industriale, i dipendenti potranno avere l’opportunità di esprimere al meglio le loro capacità”.
“Cgil Cisl e Uil regionali hanno chiesto più volte un incontro con il presidente, che non ha risposto: il problema di circa 200 dipendenti non è forse degno di attenzione? Riteniamo che su questa vicenda vada alzato il livello del confronto in modo che le soluzioni possibili siano condivise a tutti i livelli, per cui non escludiamo una nostra richiesta per una riunione a livello nazionale, di composizione sindacale e politico-istituzionale”.
“In questa fase, circa 130 dipendenti di Abruzzo Engineering stanno lavorando, mentre per altri 60 è previsto l’intervento della cig in deroga, con una forte riduzione dello stipendio. Da parte nostra è stato sottoscritto un accordo finalizzato a rendere meno pesante la situazione reddituale dei dipendenti senza compromettere l’esecuzione dei lavori per la ricostruzione: l’accordo prevede una rotazione tra i dipendenti al lavoro e quelli in cig che tenga conto delle professionalità e delle esigenze tecnico organizzative”.
“Come filcams abbiamo anche chiesto che il costo della liquidazione non pesi sui soldi erogati dalle ordinanze per la ricostruzione e che eventuali risparmi siano ricavati dall’eliminazione di sprechi e privilegi, se sussistono, non dei diritti e competenze dei dipendenti, come i buoni pasto su cui non c’è nessun accordo”.
“La Fisascat Cisl, in una nota, dice di non aver firmato l’accordo sulla rotazione, ma non capiamo se non lo ha firmato perchè non la vuole, oppure la vuole ‘a prescindere’, senza che si tenga conto delle necessità del committente e della situazione organizzativa. Una cosa la fisascat cisl l’ha chiesta, la riduzione degli stipendi, senza nemmeno articolare la proposta”.
“Ci dispiace entrare in questa polemica, ma siamo un po’ stanchi di vedere atteggiamenti rivoluzionari sul web e sulla stampa, per poi assistere a tutt’altra sceneggiatura durante le riunioni: chiediamo alla fisascat di smetterla con le polemiche e di tornare ad atteggiamenti costruttivi, mirati a dare risposte per il futuro dei 200 dipendenti della società. Ivitiamo anche l’azienda a non farsi trascinare dall’emotività e ad applicare gli accordi che sottoscrive”.






