L’AQUILA – Allo scoccare esatto di un anno di legislatura del presidente Luciano D’Alfonso e del centrosinistra in Regione Abruzzo, ci sono oramai almeno due maggioranze che coabitano sugli scranni dell’Emiciclo con crescente difficoltà.

Una “primaria”, per usare la definizione al vetriolo dello stesso presidente, quella ovviamente a lui fedele, e una “secondaria”, quella di Abruzzo civico, sempre più riottoso alleato, rappresentato all’Emiciclo dai consiglieri Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri.

Esclusi dal vertice di maggioranza di lunedì, poi usciti dall’aula inferociti dopo l’affondamento dal fuoco amico di una loro risoluzione nel Consiglio di martedì, sui due di Abruzzo civico sono evidenti i segni, anzi dolorose cicatrici. E non è bastata la riunione post seduta con tanto di goliardico bacio in bocca di D’Alfonso a Olivieri e una lettera del presidente a Gerosolimo, per far tornare il sereno.

Il nodo intricato è infatti tutto politico e Olivieri ad AbruzzoWeb ricorda, sbollita la tensione, le condizioni per andare avanti, per rimanere nella maggioranza: pari dignità in Giunta, ovvero un assessorato, e pari dignità nelle scelte programmatiche, con un cambio di rotta in particolare sulle politiche sanitarie delle aree interne. Altro che maggioranza primaria e secondaria, insomma.

“Lo scherzoso bacio in bocca c’è stato, diciamo che è stato uno slancio affettivo mal contenuto di D’Alfonso, che poteva limitarsi a una stretta di mano, e anche a un abbraccio…”, scherza Olivieri, aggiungendo che ci vuole ben altro per ricomporre lo strappo.

A dare molto fastidio è la sensazione, che è più di una sensazione, nel sentirsi alleati di serie B.

“Non è stata una bella uscita – conferma il consigliere – quella di D’Alfonso nel distinguere tra maggioranza prima, ovvero tutti tranne noi, che saremmo invece una maggioranza seconda, cioè di serie B, perché se ragiona così il presidente va nella direzione esattamente opposta a quella che deve percorrere per non andare a sbattere”.

Una minaccia nascosta in un  consiglio, a cui fa seguito un’apertura condizionata.

“Noi, a differenza di quello che si crede – assicura Olivieri – vogliamo starci per davvero in maggioranza. Chi ci ha votato lo ha fatto perché ci siamo schierati con D’Alfonso, e nel centrosinistra, e non vogliamo tradire la fiducia, il mandato popolare”.

Ma Olivieri si affretta ad aggiungere, scaldandosi, che “per sentirci davvero in maggioranza, protagonisti dell’azione politica, tanto per cominciare ci spetta un posto in Giunta, da riservare al nostro capogruppo Gerosolimo, che ha preso 5.500 preferenze personali. Anche alla luce anche dei 36 mila voti presi da Abruzzo civico, il 5 per cento, percentuale ben superiore rispetto ad altre forze che hanno però una rappresentanza istituzionale più pesante di noi”.

Ma non si insinui neppure che alla fine quello che interessa è la cara vecchia poltrona: è una questione di principio e di incisività politica, ribadisce Gerosolimo.

“Noi non siamo un cartello elettorale – sottolinea lo stesso – abbiamo un’identità politica e un elenco di priorità, soprattutto quella della difesa delle aree interne sempre più emarginate ed umiliate, anche da questo governo regionale. Per questo continuiamo a ribadire, e con noi sono d’accordo anche esponenti della maggioranza ‘primaria’, che non possono essere chiusi i pronto soccorso e i punti nascita. Non possiamo uscire dal commissariamento della sanità attraverso un bagno di sangue, vessando i cittadini con ticket tagli e disagi crescenti”. Filippo Tronca