L’AQUILA – Non passa la legge sul fine vita in Abruzzo: dopo due ore di dibattito il centrodestra, guidato dal presidente Marco Marsilio, vota contro la proposta sostenendo che si tratta di temi di competenza nazionale e dunque sicuramente sarebbe stata impugnata dal governo.
Senza contare che il 17 giugno inizierà al Senato la discussione sulla proposta di iniziativa parlamentare. Resta dunque sola la Toscana, che ha approvato la legge e dove si è già verificato il primo suicidio assistito.
Un punto d’incontro con l’opposizione – Pd, M5s e Patto per l’Abruzzo compatti hanno votato a favore – però, c’è stato: il riconoscimento della necessità di normare un tema etico, “delicato, complesso e che coinvolge la coscienza di tutti, per coprire una vacatio che la Corte Costituzionale ha sentenziato da anni”.
“Uno stato civile deve normare questo tema etico legato alla sofferenza, grave non sia avvenuto per responsabilità di tutti i governi avvicendatisi – ha detto in aula il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (Fi) – È la dignità che descrive la sofferenza e cioè l’incapacità di portare avanti la sofferenza. La norma però deve essere pensata e riflettuta e non solo con una valutazione scientifica. Sapete come me che il rango è nazionale perché c’è una sentenza della Corte costituzionale. Interverrà il Parlamento e quindi questa legge sarebbe impugnata dal governo. Siamo tutti d’accordo che non è più rinviabile”.
Nel corso del suo intervento il capo dell’opposizione di centrosinistra e leader del Patto per l’Abruzzo, Luciano D’Amico, ha sottolineato invece che è “necessario procedere speditamente nell’approvazione visto il pronunciamento della Corte Costituzionale, che lamenta progetti di legge rimasti senza seguito. Rimane urgente approvare, in attesa della presentazione del pdl in Senato, il nostro collegio per le garanzie statutarie ha confermato la sussistenza della competenza regionale e la colleganza con lo statuto. Questa legge disciplina solo la procedura, il diritto è stato riconosciuto. Non dobbiamo rinviare, occorre evitare forme di turismo della sofferenza”.
“Non siamo insensibili a questo tipo di argomentazioni. Anzi. Tutti abbiamo avuto cari e amici che hanno sofferto nella parte finale della vita – ha dichiarato il capogruppo di FdI, Massimo Verrecchia – Ma il 17 luglio si approverà questo testo in Senato e si affronterà la tematica a livello parlamentare. La Regione non ha titolarità a definire questo tema. Anche sulla scorta della legge della Toscana, chiediamo solo di aspettare che il Parlamento tratti e definisca. Quindi non è un voto contrario nel merito, ma solo nella forma, per ridare priorità al lavoro del Parlamento su questa delicatissimo materia”.





