L’AQUILA – Pochi libri, disinteresse verso i musei. Dall’Abruzzo emergono dati sconfortanti per quanto riguarda le attività culturali. Secondo le rilevazioni Istat rielaborate dall’Istituto di ricerca Irsef – Irfed “Federico Caffè”della Cisl Scuola Abruzzo, coordinato dal segretario regionale Andrea Leonzio, le gallerie statali abruzzesi sono visitate annualmente da circa 130 mia persone, e cioè soltanto l’1, 3 per cento dei visitatori complessivi dei musei italiani.
Ma non finisce qui. Sempre secondo le statistiche Istat il 12,6 per cento delle famiglie abruzzesi non possiede neanche un libro. Dato negativo rispetto alla media nazionale che è del 10,3 per cento delle famiglie.
All’insufficiente utilizzo dei libri gli abruzzesi rispondono: mancanza di tempo libero, noia derivante dalla lettura, necessità di altri tipi di svago, problemi legati alla vecchiaia, e stanchezza dopo le ore di lavoro e di studio.
Ma il dato più allarmante è che il 9,5 per cento degli abruzzesi non legge alcun libro perché non sa leggere o legge male.
Uno spaventoso ritorno all’analfabetismo? L’attività culturale più diffusa in Abruzzo rimane il cinema.






