PESCARA – “Le scelte di Trenitalia hanno fortemente penalizzato i viaggiatori e i pendolari abruzzesi: sono aumentati i prezzi, è diminuita l’offerta del servizio ferroviario regionale, le vetture utilizzate sono vecchie e sporche, e soprattutto sono stati aboliti i treni notturni che ci collegavano al Nord Italia in tempi utili per arrivare la mattina a Torino, Milano, Bolzano, Venezia”.
È la denuncia del coordinatore regionale di Sinistra ecologia e libertà, Gianni Melilla.
“Questa politica scellerata colpisce la fascia sociale della popolazione che non può permettersi la macchina o l’aereo per andare al Nord – prosegue Melilla ed è quindi particolarmente odiosa. Da anni è stato cancellato il collegamento con Napoli, mentre quello per Roma è praticamente abolito dato che ci vuole più tempo per raggiungere la Capitale di un secolo fa”.
“L’assurdo è che da Pescara ormai non ci sono più treni diretti per Milano, Torino, Bolzano o Venezia – spiega l’esponente vendoliano – e dobbiamo scendere a Bologna e aspettare le coincidenze perdendo ulteriore tempo e sopportando il disagio di rimanere con valige al seguito alla stazione di Bologna. Lo sfregio di non coordinare gli orari per rendere dirette le relazioni dalle regioni adriatiche al Nord, è l’ulteriore dimostrazione di come il Centro-Sud debba essere umiliato perché abitato da cittadini di serie B, secondo Trenitalia”.
“La Regione Abruzzo deve aprire un forte contenzioso con Trenitalia in quanto concessionario del servizio ferroviario e, insieme alle altre regioni adriatiche denunciare una politica inaccettabile del trasporto pubblico – propone Melilla – promuovendo ogni forma di contrasto istituzionale per arrivare in tempi brevi al ripristino dei treni notturni. Vi sono tutti gli estremi per una class action contro Trenitalia che con le soppressioni di treni, le modifiche degli orari e l’aumento del prezzo dei biglietti, ha peggiorato le condizioni dei cittadini abruzzesi”.
“Il licenziamento degli 800 lavoratori del servizio notturno dei treni è l’ennesimo schiaffo di Trenitalia a quasiasi ragione sociale in un periodo di grave crisi economica – aggiunge – neanche i padroni più beceri si comportano così con lavoratori, che a prezzo di duri sacrifici, hanno garantito per anni il traporto ferroviario notturno”.
“Ai sindaci abruzzesi e non solo a quelli della costa adriatica – conclude Melilla – chiediamo una forte presa di posizione per salvare la natura sociale del trasporto pubblico ferroviario e la modernità della mobilità su rotaia dal punto di vista ecologico e della sicurezza in una Regione come la nostra che l’ambizione di voler essere la ‘Regione verde d’Europa’”.




