L’AQUILA – Una collina arida, nessuna pianta, nessun fiore: solo degrado erbacce mai estirpate e arbusti ormai secchi. Oggi si presenta così l’orto, o anche giardino, botanico di Collemaggio all’Aquila, che sorge ai piedi dell’omonima Basilica, dove solo pochi giorni fa si è svolto il momento più importante della Perdonanza Celestiniana, l’annuale giubileo che ogni anno richiama nel capoluogo turisti da tutt’Italia.

Un biglietto da visita preoccupante, segno dell’abbandono e dell’incuria, in un territorio che cerca di rialzarsi e che potrebbe farlo soprattutto attraverso il settore del turismo.

Nel caso specifico si potrebbe parlare di una “tragedia annunciata”: quando il 19 luglio 2015, si è deciso di chiuderlo al pubblico, il Coordinamento nazionale alberi e paesaggio onlus (Conalpa) ha lanciato un grido d’allarme, esprimendo in merito la propria preoccupazione.

“Il rischio di vedere un intero patrimonio botanico distrutto è altissimo, anche perché la mancanza di una manutenzione minuziosa delle collezioni potrebbe portare a una crescita incontrollata di erbacce con un degrado paesaggistico che sarà difficile da recuperare, con un ulteriore dispendio di forze, soldi ed energie per riqualificare il giardino”. Con queste parole il Conalpa annunciava, 2 anni fa, quello che effettivamente è avvenuto.

Eppure l’orto di Collemaggio, riconosciuto, tra l’altro, di interesse regionale dalla Regione Abruzzo, nonostante una vita travagliata, non è sempre stato così.

All’interno si svolgevano, in passato, diverse attività per la salvaguardia della biodiversità: collezioni di campioni d’erbario, come metodo comparativo per lo studio delle diverse specie botaniche e la coltivazione di 645 specie, sottospecie e varietà di cui 165 aliene e 480 autoctone, un patrimonio vegetale di altissimo valore biologico, culturale e scientifico.

La gestione del giardino, precedentemente, era in capo alla Provincia dell’Aquila, ma l’anno scorso è stata sottoscritta una convenzione con l’ufficio territoriale per la biodiversità del Corpo Forestale dello Stato, oggi assorbito dai Carabinieri, a cui l’allora presidente presidente della Provincia, Antonio De Crescentiis, ha passato la responsabilità gestionale dell’orto botanico.

“L’orto è momentaneamente chiuso al pubblico per lavori di manutenzione straordinaria”, si legge nell’avviso apposto sul cancello principale, ma non è chiaro di che tipo di lavori si tratti e quale sarà la durata di quel “momentaneamente”.

Nessun chiarimento arriva dai Carabinieri forestali, che a tutt’oggi dovrebbero avere la gestione dell’orto, poiché non è stato possibile interloquire con un responsabile.

Di un caso simile AbruzzoWeb aveva parlato qualche giorno fa, in riferimento al giardino botanico di Campo Imperatore (L’Aquila), anch’esso riconosciuto di interesse regionale dalla Regione Abruzzo, che dopo il 2009, come ribadito dall’Università dell’Aquila, rimasta sola a gestirlo, ha tagliato i fondi a questo tipo di siti di interesse.