L’AQUILA – “In sede di Consiglio regionale chiederemo spiegazioni alla maggioranza di governo e porteremo avanti l’impegno a rafforzare e prolungare la lotta di opposizione verso questo furto alla collettività, anche attraverso azioni da concordare con i primi cittadini in tutte le sedi opportune regionali e nazionali, prima e dopo il voto nazionale”.
Così Mauro Febbo, presidente della Commissione di Vigilanza in Consiglio regionale e di Lorenzo Sospiri, capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, commentano la notizia di un’ipotesi di sconto del 20 per cento sui pedaggi autostradali per i pendolari di Abruzzo e Lazio, sul tratto autostradale A24-A25, dopo l’aumento dle 13 per cento del costo dei pedaggi a inizio anno.
“Come sempre, dato che non ci piace parlare per sentito dire, attendiamo i documenti e l’esito del Consiglio regionale di mercoledì, dove sarà discussa la nostra interrogazione. Ma se è vero che gli aumenti abnormi e ingiustificati dei pedaggi dell’ A24-A25 se li accollerebbe in parte la Regione, cioè i cittadini stessi-collettività, allora sarebbe il caso veramente di alzare i toni e prendere atto che il Governo regionale nulla è riuscito a fare presso il Ministero, nonostante l’incontro svolto direttamente con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio e le tante solite chiacchiere del presidente della regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso e company”,aggiungono Febbo e Sospiri.
“Riteniamo inopportuno e insensato che Lazio e Abruzzo, che dovrebbero avere rispetto per le proteste dei propri cittadini e dei sindaci, si propongano di pagare gli aumenti previsti dalla Toto Spa – proseguono – gestore dell’autostrada in questione”. “Non bastava avere i pedaggi piu cari al mondo. Non bastava far gestire al concessionario i soldi per la manutenzione – spiegano – Dopo giorni di spot e proclami assistiamo all’apoteosi della pantomima: nel mentre D’Alfonso con una mano sollecita al ministro delle Infrastrutture, lo stesso che gli aveva garantito che saremmo passati con autorità portuale di Civitavecchia, una verifica normativa e contrattuale circa i tetti massimi relativi alle quote attribuili ai concessionari, con l’altra decide di far pagare gli abruzzesi attraverso le casse della Regione”.
“Se i sindaci di centrosinistra, gli stessi che erano pochi giorni orsono a protestare al casello dell’Aquila Ovest permetteranno che vengano messe le mani nelle tasche dei loro cittadini per pagare gli ingiustificati aumenti, non ci rimarrà che prendere atto e rimarcare per l’ennesima volta che questo allora non è un sistema di gestione di qualche persona, ma un modus operandi della intera classe politica abruzzese del Partito Democratico, facendocene una ragione negativa rafforzativa rispetto al giudizio già molto negativo che avevamo fino ad oggi di come è stata amministrata questa Regione e sancendo definitivamente la assoluta mancanza di dignità e di rispetto verso gli abruzzesi di questa classe politica di sinistra”.





