PESCARA – “Trovo che sia vergognoso che le Regioni Lazio e Abruzzo si siano impegnate a pagare con risorse pubbliche lo sconto del 20 per cento per i pendolari sull’autostrada Pescara-Roma”.
Lo scrive in una nota Maurizio Acerbo, segretario nazionale Rifondazione comunista-Sinistra europea aderente alla lista Potere al popolo, intervenendo sull’ipotesi di sconto del 20 per cento sui pedaggi autostradali per i pendolari di Abruzzo e Lazio, ipotesi arrivata dopo le clamorose proteste per i forti rincari del 1° gennaio scorso.
“Non solo i cittadini sono oggetto di un vero e proprio salasso sull’autostrada con i pedaggi più cari d’Italia ma ora dovranno pagare anche quando l’autostrada non al percorrono”, prosegue Acerbo, che ricorda che “l’autostrada fu privatizzata e affidata al gruppo Toto dal governo D’Alema nel 1999. Poi Berlusconi beneficiò le imprese di lavori di pubblici come Toto di una norma che gli consentiva di farsi i lavori in proprio, senza gare e mettendo i costi a carico degli utenti con l’aumento delle tariffe”.
“Si tratta – dice ancora Acerbo – di un’autostrada i cui costi di costruzione erano stati completamente coperti e che quando fu privatizzata era in attivo. Con Toto si è registrato un aumento vertiginoso dei pedaggi che nel 2018 è del 13 per cento”.
“Lo stesso Toto l’anno scorso, dopo una campagna stampa dei suoi camerieri della politica regionale, ha avuto in regalo anche la possibilità di usare per fare i lavori di messa in sicurezza le somme che avrebbe dovuto pagare allo Stato”, fa notare poi.
“In questo caso emerge un vero scandalo alla luce del sole, quello del presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, che come emerso dalle inchieste giudiziarie che lo hanno riguardato è un uomo di Toto, che si è giovato per anni di regalie e che per difendersi si è autodefinito in sede processuale ‘damo di compagnia’ della famiglia Toto”, afferma quindi.
Secondo Acerbo, “in un paese civile l’intreccio D’Alfonso-Toto avrebbe impedito a un personaggio del genere di candidarsi, ma nel Partito democratico già si parla di mandarlo a Roma dove spera di diventare sottosegretario alle infrastrutture per continuare a tutelare gli interessi dei gruppi (im)prenditoriali che lo hanno sponsorizzato”.
“Come può difendere gli interessi degli abruzzesi uno come D’Alfonso? Rifondazione comunista rivendica di essere stato l’unico partito a opporsi alla privatizzazione delle autostrade. Ci batteremo insieme alla lista-movimento ‘Potere al popolo’ per la revoca della concessione a Toto e la ripubblicizzazione dell’autostrada”, conclude.




