SAN VALENTINO IN ABRUZZO CITERIORE – “Gioiamo del fatto di avere le corna!”.
Così il sindaco di San Valentino in Abruzzo citeriore (Pescara), Angelo D’Ottavio, presenta la tradizionale e molto folkloristica Festa dei cornuti.
“Circa 150 anni fa – racconta il sindaco ad AbruzzoWeb – un gruppetto di ragazzi del paese diede vita a questa tradizione. Nella notte tra il 10 e l’11 novembre, passeggiando silenziosamente tra i vicoli mentre tutti dormivano, i giovani decisero di lasciare una candela accesa davanti alle porte per indicare le case dei cornuti”.
Così la mattina successiva chi, uscendo di casa, trovava il lumino acceso, scopriva di essere stato tradito dalla moglie e per punizione doveva circolare con il cappello o la giacca indossati al contrario, riconoscendo così pubblicamente il proprio status.
A lasciare i lumini davanti ai portoni erano, tra l’altro, proprio gli uomini che avevano partecipato alla scappatella delle mogli fedifraghe.
“Con il passare degli anni – prosegue il primo cittadino – questo rito goliardico ha subìto un’evoluzione. La festa si tiene sempre il 10, la notte prima della festa di San Martino, ma con una processione che parte dalla piazza del paese alle 19 e vede la partecipazione di tutta la cittadinanza che si riunisce per rievocare quella notte”.
“Anche il rito dell’accensione dei lumini è stato sostituito – continua D’Ottavio – Sotto casa dei malcapitati la folla, riunita in processione rallenta e canta, lasciando intendere che lì abita il cornuto di turno”.
“Ovviamente chi prende parte alla sfilata non è cornuto – sottolinea – è chi non partecipa con l’obiettivo di nascondere le proprie corna che viene considerato a rischio…ecco perché ogni anno le adesioni aumentano”.
Ad aprire la sfilata, l’ultimo sposato del 2010 che porta in processione la reliquia, un simbolo fallico in radice d’ulivo, e che verrà poi consegnata, nel momento più importante della manifestazione, all’ultimo sposato del 2011, Davide Ricciutelli, il quale la conserverà per un anno intero.
“Alla fine della parte rituale della manifestazione – ricorda il sindaco – per dimenticare le corna si festeggia nelle cantine e nei ristoranti con la degustazione di pasta e fagioli, spezzatino e castagne. Il tutto innaffiato da dell’ottimo vino novello”.
Nei due giorni successivi, 11 e 12, si svolgerà l’altra manifestazione organizzata ormai da tre anni dall’amministrazione comunale, in collaborazione con la pro-loco e con i volontari: “Cantine aperte a castrum petrae”, due serate dedicate alla socializzazione con l’obiettivo di valorizzare il borgo storico di San Valentino.
“Verranno aperte al pubblico 22 cantine nel centro del paese – prosegue – in parte appartenenti al Comune, in parte private, nelle quali verrà venduto del vino a prezzi sociali. Non ci saranno etichette né pubblicità. Il vino diventa momento di riappacificazione, per festeggiare l’amicizia e la solidarietà”
Anche quest’anno sono attesi migliaia di visitatori.
“Sono stati organizzati appositi autobus che partiranno da diverse località d’Abruzzo, per permettere la partecipazione di un numero sempre più ampio di persone. Già 20 le prenotazioni dei pulman”.





