Attraverso le opere di 24 artisti, tutti connotati da forti personalità non etichettabili, si riesce a cogliere la profonda trasformazione sociale e psicologica di un’Italia in rapido mutamento: il boom economico cambia radicalmente abitudini e gusti, il paesaggio urbano si trasforma e diventa in gran parte artificiale. Ne nasce una nuova iconografia, dura, raffinata e perentoria, filtrata attraverso i mass media, non priva di molte inquietudini e capace spesso di collegare l’astrazione del precedente decennio e la nuova pittura oggettuale alla fenomenologia del quotidiano. Inoltre l’alternativa italiana alla Pop Art è anche caratterizzata da una vocazione fortemente analitica e non di rado critica nei confronti dei mass media, del nascente consumismo, della comunicazione politica e della perdita d’identità individuale, senza trascurare una sorta di profetica sensibilità ecologica ante litteram che preconizza una natura sempre più artificiale e minacciata dal cosiddetto progresso tecnologico ( come è evidente ad esempio nelle opere di Piero Gilardi e Gino Marotta). A rendere infine unica l’esperienza italiana di quegli anni è anche la costante riflessione teorica ed operativa sull’eredità del futurismo e della metafisica.

Vero e proprio pioniere a livello internazionale di questo nuovo realismo urbano è stato senza dubbio con i suoi décollages Mimmo Rotella, a cui in questa occasione si intende rendere omaggio esponendo dieci suoi lavori compresi fra il 1955 e il 1973 ( oltre ai décollages anche un art-typo, un esempio di mec-art e una tela emulsionata). Anche nella fase iniziale dei décollages, avviata fin dal 1954, nonostante un evidente interesse per il magma materico e l’assenza di elementi figurativi riconoscibili, Rotella attinge a piene mani al nuovo repertorio massmediatico saccheggiando il palinsesto iconografico urbano con una strategia neo-dada ma anche anticipatrice della mentalità pop. Lo stesso Rotella ha spiegato bene questa idea di nuovo realismo urbano nel contesto del proprio lavoro: “Il mondo di immagini violentissime che ci circonda (segnaletica stradale, cartelloni, manifesti, semafori, automobili coloratissime, pubblicità) non può non colpire la retina e la fantasia di un pittore, al di fuori di ogni pretesto figurativo in senso tradizionale. Nel mio lavoro io cerco di tener conto delle impressioni e degli chocs che ricevo continuamente”.

MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE D’ABRUZZO
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Via Villa Comunale 2 (66100)
+39 0871403295 (info), +39 0871331668 (biglietteria)
www.soprintendenza-archeologica.ch.it/1.htm

Info:

orario: 9-20, chiuso il lunedì
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: € 4,00 (intero) – € 2,00 (ridotto)
vernissage: 6 luglio 2007. ore 18
curatori: Gabriele Simongini
autori: Franco Angeli, Roberto Barni, Gianni Bertini, Umberto Bignardi, Umberto Buscioni, Mario Ceroli, Claudio Cintoli, Tano Festa, Giosetta Fioroni, Piero Gilardi, Domenico Gnoli, Jannis Kounellis, Sergio Lombardo, Roberto Malquori, Renato Mambor, Gino Marotta, Titina Maselli, Fabio Mauri, Pino Pascali, Michelangelo Pistoletto, Mimmo Rotella, Gianni Ruffi, Mario Schifano, Cesare Tacchi
genere: arte contemporanea, collettiva
email: info@associazioneculturaletrifoglio.com 
web: www.associazioneculturaletrifoglio.com  

 

Fonte e intero articolo: Exibart.