L’AQUILA – “Incredibile, è un risultato straordinario per la città, una partecipazione fuori da ogni immaginazione. Credo che questa sera L’Aquila sia tornata a volare, non lo dico con demagogia, ma è un segnale che percepisco”.
Così Americo Di Benedetto, neo candidato sindaco del centrosinistra alle elezioni amministrative dell’Aquila del prossimo 11 giugno, nella prima intervista ‘a caldo’ con AbruzzoWeb appena giunto al quartier generale dell’hotel Castello.
“Vedere 10.500 persone alle urne in una competizione particolare, con una città in difficoltà e in un momento di disaffezione per la politica, in cui il partito più grande è quello dell’astensione, è un risultato unico a livello nazionale, non credo ci siano state primarie partecipate in una situazione così forte”, ha rimarcato.
Sono state primarie inquinate dal centrodestra?
Assolutamente no: il voto è dei cittadini, è stata una grande manifestazione di sana democrazia. La città ha avuto un sussulto di dignità politica, da qui dobbiamo ripartire e costruire una prospettiva che dia risultati.
Che cosa dirà agli sconfitti?
Non ci sono sconfitti, risultato frutto di un lavoro comune. C’è stata una forza sprigionata da un gruppo di persone, ringrazio chi, come me, ha dato la disponibilità e ha permesso di crescere non solo alla coalizione ma anche alla città.
Da domani che cosa farà?
Da domani bisogna mettersi a lavorare sul programma, abbiamo fatto una grande operazione di ascolto, l’avranno fatta anche gli altri, dobbiamo trovare un momento di sintesi e far diventare L’Aquila una città inclusiva. I cittadini dovranno essere parte attiva di un processo decisionale, io ci credo moltissimo, in questi giorni ho sentito un’emozione rara da parti di chi mi avvicinava. Solo uniti possiamo uscire dalle difficoltà che abbiamo e stasera l’unione è certificata.
Una vittoria anche contro il partito?
Non credo, è stato fatto un percorso di confronto e alla fine il risultato è quello che conta: il partito cresce, la coalizione cresce, come prospettiva di dimensione di governo, di partito inclusivo e di pari dignità di chi vuole entrare in questa grande casa rinnovata.
Quali priorità per la città?
Dobbiamo migliorarci nelle relazioni. La città smart non è quella intelligente, ma quella dove si vive nella tranquillità, dove le persone riescono a relazionare nella maniera giusta. Su questo dobbiamo lavorare e fare tante cose, ci aspettano tanti problemi da affrontare, cercheremo di farlo insieme ai cittadini.






