SAN VITO CHIETINO – “Negli ultimi giorni ci sono giunte moltissime segnalazioni da parte di bagnanti e imprenditori turistici della costa che lamentano la presenza di chiazze di petrolio e sostanze oleose in mare”.
La denuncia di Nuovo senso civico, con tanto di filmati, riguarda la Costa dei Trabocchi, in provincia di Chieti.
L’associazione diffonde uno dei messaggi ricevuti da un albergatore, presidente di una associazione di imprese del settore turistico che racconta un episodio di cui “per evitare inutili e futili polemiche” viene omessa la localizzazione.
“Ho ricevuto la telefonata di un associato della zona il cui cliente, un sub di Bergamo, dopo l’immersione nelle giornate di venerdì e sabato scorsi è uscito completamente ricoperto di una sostanza marrone scuro petrolio che ricopriva la superficie dell’acqua per uno spessore di una trentina di centimetri sia a riva che fuori dalla scogliera. Si è dovuto subito lavare e, allarmato, ha chiamato il numero di emergenza della Capitaneria di Porto che gli ha risposto ‘Ma lì stanno perforando?’, senza dare ulteriori spiegazioni”.
“A questo punto – dice in una nota Nuovo senso civico – abbiamo contattato informalmente alcuni affidabili tecnici coinvolti nelle operazioni di smantellamento di Ombrina che ci hanno confermato la presenza in acqua anche nella loro zona di idrocarburi oleosi anche pesanti (ossia non più galleggianti e depositati sui fondali) che però non possono provenire né provengono dai loro lavori e dai loro mezzi in quanto non si è verificato il benché minimo incidente”.
“Secondo loro è proprio la Capitaneria di Porto che, essendo già stata messa in avviso da qualche giorno, dovrebbe approfondire la questione e fornire delle spiegazioni convincenti”.
“È la stessa cosa che chiediamo noi e le tante persone coinvolte, allargando la richiesta a tutte le autorità competenti per fare piena luce su un problema che esiste, non si può e non si deve nascondere, ma dev’essere spiegato e risolto”.
“Non è minimizzando o facendo finta di niente che si fa del bene all’ambiente e all’intera comunità che ha il diritto di sapere e di usufruire di un mare pulito sempre e non a giorni alterni”.
“Questi episodi dimostrano ancora una volta quanto siano state e siano giuste e lungimiranti tutte le battaglie per impedire qualsiasi attività petrolifera in mare”, conclude la nota.




