L’AQUILA – “Un polo fieristico stabile all’ex Italtel, nel nucleo industriale di Pile, e un coordinamento che lavori tutto l’anno ad eventi di rilevanza nazionale, con punte di diamante il salone della ricostruzione e quello dei prodotti tipici”.
Questo l’orizzonte che Marco Fanfani, presidente della fondazione Carispaq, intravede oltre il Salone della ricostruzione, arrivato quest’anno alla quinta edizione.
“Il problema che si è posto spiega infatti Fanfani – sin dalla prima edizione del salone della ricostruzione è quello dell’individuare un luogo stabile e definitivo. E io non ho dubbi: non può che essere l’ex Italtel, per la sua storia, per la necessità che abbiamo di rilanciarne la vocazione e la reindustrializzazione, per la sua vicinanza al casello autostradale”.
Definito una volta per tutte il dove, l’ex polo elettronico desertificato dalla crisi, si deve poi passare a stabilire il cosa.
“Serve un coordinamento – spiega Fanfani – che lavori tutto l’anno a organizzare saloni e fiere. Una struttura leggera, più che un ente fiera, che questi ultimi anni stanno scontando vedi Roma e Bologna un periodo di forte crisi”.
“Come eventi abbiamo già due punte di diamante, il salone della ricostruzione e il salone dei prodotti tipici. Va poi valorizzata la fiera dell’editoria ‘Volta la carta’, si potrebbe riportare in vita la fiera dell’elettronica, che potrebbe trovare nel panorama nazionale una sua nicchia, e ancora sviluppare il Festival della montagna in chiave fieristica ed espositiva, visto il successo che ha riscosso nella prima edizione”, conclude. (f.t.)





