PESCARA – “Piano demaniale marittimo? meglio non averlo approvato”.
Esulta il consigliere regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo candidato presidente di regione con Un altro Abruzzo, dopo il rinvio della discussione sul provvedimento per via dello scioglimento per mancanza di numero legale dell’ultimo Consiglio regionale della nona legislatura.
Il rompete le righe ha infatti fatto saltare, con grande rabbia dei balneatori, l’approvazione del Piano demaniale marittimo, un vero e proprio piano regolatore che uniformerà le normative comunali, stabilendo criteri di gestione, cubature e modalità di costruzione per gli stabilimenti balneari di questa regione.
”il Piano non andava bene – spiega Acerbo ai microfoni di AbruzzoWeb – e abbiamo impedito che fosse approvato minacciando l’ostruzionismo con migliaia di emendamenti. Inoltre sarebbe stata anche un‘approvazione illegittima, perché in regime di prorogatio, e alla soglia delle elezioni”.
Ancora, per il consigliere comunista “il Piano di fatto concedeva premi di cubatura in tratti di spiaggia abruzzese già troppo urbanizzati. Non solo, componenti centriste e bipartisan volevano introdurre con gli emendamenti sanatorie agli abusi edilizi”.
“I balneatori hanno anche interessi legittimi, ma dove il cemento ha superato i livelli di guardia e dove il mare non si vede più, regalare altri premi di volumetria è solo barbarie”, conclude.






