L’AQUILA – Certezza di fondi per la ricostruzione fisica, sociale ed economica, burocrazia chiara e semplificata, ovvero, una legge ad hoc per la ricostruzione aquilana e quelle a venire.

Questo l’obiettivo su cui si è discusso nel corso dell’incontro nella sala del Consiglio comunale dell’Aquila, alla presenza del sottosegretario all’Economia con delega alla Ricostruzione Giovanni Legnini, delle senatrici Stefania Pezzopane ed Enza Blundo, del deputato Pd Antonio Castricone, del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, e quelli tanti comuni del “cratere” sismico, oltre che i coordinatori degli uffici speciali, esponenti dei sindacati e imprenditori.

Un primo incontro che, si è detto, si auspica diventi il più presto possibile un’iniziativa parlamentare nella forma della legge delega sostenuta poi da tutti i parlamentari.

“A giugno abbiamo finito i soldi – taglia subito corto Cialente – manca un solo mese, dovremo dire che la ricostruzione si ferma, unica soluzione per ora è che le aziende anticipino qualcosa. Dobbiamo andare a Bruxelles e chiedere se si possa accendere un mutuo con la Cassa depositi e prestiti o con un pool di banche”.

E mentre il sottosegretario Legnini prende appunti, si susseguono gli interventi.

“Altro che 2019 – dice Emilio Nusca, coordinatore dei comuni del ‘cratere’ – qui il rischio è che la ricostruzione finisca nel 2034. Servono provvedimenti che garantiscano più fondi e con erogazione certa e regolare”.

Altri sindaci invocano regole certe sulla demolizione e ricostruzione dei centri storici, mettono sul tavolo la questione delle seconde case che rischiano di non essere mai ricostruite. Chiedono crediti di imposta e agevolazioni per le attività commerciali dei piccoli centri.

Il sindaco di Tornimparte, Umberto Giammaria, propone che si dia attenzione in una quadro normativo ai progetti economici che possano impedire lo spopolamento dei comuni terremotati: “Abbiamo una grande potenzialità – spiega – sulla filiera agroalimentare, produrre e trasformare in loco. Ho già attivato contatti con l’Expo 2015 che potrebbe essere una importante vetrina per questi progetti”.

“Ci sono contraddizioni normative da sanare che rallentano gli iter e generano ricorsi al Tar – spiega poi il coordinatore dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila, Paolo Aielli – Si può arrivare alla determinazione del contributo e all’analisi tecnica dei progetti in modo più veloce”.

Altro aspetto non chiaro, per Aielli, “è quello relativo al contributo agli aggregati dove ci sono abusi edilizi. Propongo livelli sicurezza più elevati per scuole e ospedali e altri edifici sensibili. Comunque non serve cambiare l’impianto e quello che attualmente già funziona”.

L’assessore alla ricostruzione del Comune dell’Aquila Pietro Di Stefano lancia un appello, o forse una minaccia: “Le banche hanno avuto depositati 3 miliardi di fondi destinati al terremoto, e ora devono collaborare, devono alimentare il sistema”.

Il presidente di Ance Abruzzo, Enrico Ricci, rivolto al sindaco Cialente avverte: “Senza certezza dei fondi non si può pensare ad anticipazioni da parte di banche e aziende, sarebbe solo aria fritta”.

Conclude Paolo Tella, referente per L’Aquila del Polo di innovazione dell’edilizia sostenibile, che propone di “inserire in un’eventuale normativa il tema della sostenibilità. Faccio un esempio – spiega – il centro storico in classe A porterebbe 20 milioni di risparmi. Migliorare energeticamente edifici vincolati crea posti di lavoro e competenze per le nostre aziende”.

LEGNINI: ”LA LEGGE CI SARA”’

“È necessario risistemare il quadro normativo, ci sarà un’iniziativa parlamentare – promette Legnini – Non una legge quadro, troppo rigida, rischiamo di incasinarci. Serve una ‘novella legislativa’ per aggiungere qualcosa a ciò che funziona, che è già molto”.

Tre le ipotesi proposte dall’esponente del governo Renzi: “Una legge delega il con governo che dettaglia in seguito, ma i tempi possono essere lunghi; un atto di indirizzo parlamentare e il governo fa un decreto; o la terza ipotesi: i gruppi fanno proposte e si vede”.

“Condivido tutto quello che avete detto – ha detto agli interlocutori – e nella nuova legge ci dovrà essere tutto. Il fatto delle risorse è prioritario: la settimana prossima farò un primo incontro per una ricognizione precisa dei fondi stanziati e da stanziare con la ragioneria dello Stato, uffici speciali, Diset – ha concluso – Poi subito il provvedimento al Cipe e l’assegnazione delle risorse perché non c’è più tempo”.