L’AQUILA – In Consiglio comunale dell’Aquila l’appuntamento con la storia è stato ancora una volta rimandato per mancanza del numero legale.

Rimandata a data di destinarsi infatti, per l’ennesima volta, la discussione e l’approvazione della delibera sulle cosiddette ‘aree bianche’, le zone con un vincolo urbanistico decaduto, ovvero gli oltre 7 milioni di metri quadri che in assenza di risposte normative del Comune, attese da anni, sono stati in buona parte oggetto di commissariamenti che hanno consentito di edificare con indici molto alti e senza un piano complessivo.

Il venir meno del numero legale è stato determinato non solo dall’uscita dall’aula dei consiglieri di opposizione, contrari al provvedimento, ma anche dalle numerose assenze negli scranni della maggioranza.

Un irritatissimo assessore alla Ricostruzione, Pietro Di Stefano, ha parlato senza mezzi termini di  “assenze per nulla casuali, ma motivate da conflitti di interessi’’.

“Un gesto irresponsabile – ha tuonato – perché  tutti sanno che l’approvazione di questa delibera è ineludibile. Indugiare ancora comporterà l’intervento dei commissari e vanificherà qualsiasi azione per il nuovo piano regolatore, con la condanna da parte della Corte dei Conti”.

Prima dei lavori del Consiglio comunale, gli esponenti di opposizione Guido Liris, Giorgio De Matteis, Pierluigi Properzi, Daniele Ferella, Raffaele Daniele e Luigi D’Eramo, hanno convocato una conferenza stampa in cui hanno ribadito tutta la loro contrarietà alla delibera.

La delibera così com’è è irricevibile – le parole di Liris – perché non c’è la ratifica da parte del Consiglio dell’accordo tra Comune e Provincia. E non c’è una valutazione di impatto ambientale strategico”.

In sostanza, non sarebbero presi in considerazione i corridoi ecologici, l’impatto sul paesaggio, i costi dei servizi da garantire per le nuove abitazioni, per trasformare ad esempio in parchi giochi e parcheggi e servizi, in terreni ceduti come compensazione al Comune, in molti casi inutili perché localizzati in territori marginali secondo una previsione urbanistica di un Piano vecchio di quattro decadi, che, come affermato da Ferella, “costringerebbe il Comune ad agire su quattro milioni di metri quadrati per realizzare opere pubbliche inutili, anche dove non ce ne è bisogno”.

Argomenta a sua volta Properzi: “Questa delibera consentirà di edificare abitazioni per 15mila persone, quindi di fatto l’approvazione del nuovo Piano Regolatore che l’assessore Di Stefano a annunciato come imminente, sarà di fatto inutile, perché sarà pressoché esaurite le possibilità edificatorie’’.

Non solo: si rischiano ricorsi e contenziosi, perché l’attuale delibera concede un indice di edificabilità dello 0,08 per cento mentre i commissari hanno concesso indici molto più alti  dello 0.6, con una palese disparità di trattamento.

Dunque, secondo gli stessi consiglieri di opposizione, prima va approvato il paiano regolatore, poi va messo mano alla delicata questione delle aree bianche.

La soluzione? Properzi non ha dubbi: è possibile ‘congelare’ il vecchio prg “per evitare ricorsi e l’intervento della corte dei Conti, fino a quando non sarà approvato quello nuovo”.