L’AQUILA – In vista delle primarie del Partito democratico, si divide la “triade” che da oltre vent’anni governa il centrosinistra aquilano.

Se Stefania Pezzopane sceglie Matteo Renzi, andando contro il suo vecchio riferimento Pierluigi Bersani, Massimo Cialente e Giovanni Lolli sosterranno invece Gianni Cuperlo, candidato bersaniano.

Tutti e tre negano che ci sia un dissidio tra loro alla base di queste scelte. Anzi, negano quasi l’esistenza della “triade”, ma questo non può essere vero: chi non ricorda, giusto per fare un esempio, una foto elettorale in cui i tre pianificavano il futuro dell’Aquila seduti attorno a una cartografia!

A discapito di questo, i protagonisti ribadiscono che, al di là dei rapporti e della collaborazione ognuno ragiona con la propria testa.

Si tratta di una netta spaccatura rispetto alle precedenti primarie per la scelta del leader democrat: il 3 dicembre 2012 Bersani, sostenuto dall’intero trio senza esitazioni, si impose con voto bulgaro rispetto allo sfidante sindaco di Firenze, appoggiato da una corrente giovane e di rottura del partito: finì 63% a 37%, senza storia.

Ora le cose sono cambiate, il fronte si è sfrangiato e chissà quale sarà l’esito finale, tanto a livello nazionale quanto abruzzese. Le primarie costituiranno una resa dei conti visto che anche il panorama regionale, che era a forte maggioranza bersaniana, si è ora spaccato con numerosi transfughi che scommettono su Renzi e i fedelissimi che convergono su Cuperlo seguendo l’ex leader.

I PRECEDENTI

Da notare che non è il primo dissidio Pezzopane-Cialente: AbruzzoWeb nei mesi scorsi ha svelato un dualismo sorto tra i due per il controllo della regia della candidatura dell’Aquila a Capitale europea della cultura 2019.

I due hanno replicato con ironia, “Litighiamo se inserire una faccia o l’altra nel logo”, ma senza smentire sostanzialmente l’esistenza della contrapposizione.

Lolli e Cialente, invece, sono stati in ballottaggio in una fase molto embrionale della campagna elettorale per le amministrative del 2012, quando non si sapeva ancora se confermare il sindaco uscente che aveva vissuto e superato l’emergenza terremoto del 2009, oppure puntare su un nome nuovo e di prestigio.

Quanto alla Pezzopane, non è certo la prima mossa a smarcarsi: ha fatto scalpore, nelle primi febbrili settimane dell’anno post-elezioni, la sua scelta di dire no all’indicazione del Pd di votare Franco Marini come presidente della Repubblica, proprio contro colui che le aveva ceduto il ruolo di capolista per palazzo Madama, a posteriori autoeliminandosi dal Senato.

I COMMENTI

La prima a uscire allo scoperto è stata la senatrice Pezzopane, ex presidente della Provincia dell’Aquila e assessore alla Cultura e al Sociale nel capoluogo, firmando la mozione renziana.

“È stata una decisione sofferta presa dopo una lunga riflessione e conseguente a un giudizio negativo sulle ultime scelte di Bersani – ha detto al quotidiano Il Centro – Certo, poi alla fine si sceglie tra quelli che ci sono, ma Renzi interpreta meglio degli altri il bisogno di cambiamento”.

Interpellato da AbruzzoWeb, invece, Cialente ha fatto registrare un netto cambiamento di rotta. “Con chi mi schiero? Non certo con Renzi”, ha sgombrato subito il campo, bocciando il sindaco di Firenze perché “non dà nessuna ricetta, non dice niente. L’altra volta io non sono entrato per niente nel Pd”.

Quanto alle scelte dei colleghi, “Ognuno è libero di fare quel che vuole, siamo in democrazia – ha concluso, con tono forse un po’ amareggiato – Vedrò come si svilupperà la situazione”.

Più defilato è invece l’ex sottosegretario e parlamentare di lungo corso Lolli, rimasto escluso per un soffio dal Parlamento alle ultime Politiche, e dato per favoritissimo alla poltrona di vice presidente della Regione Abruzzo se il candidato presidente fosse Luciano D’Alfonso e se la coalizione di centrosinistra la spuntasse contro Gianni Chiodi e i suoi.

Lolli segue Cialente e annuncia: “sto con Cuperlo, da uomo di sinistra farei ridere se stessi con Renzi. La gente si metterebbe a ridere e io per primo”, anche se, ammette “non sono particolarmente appassionato a questa vicenda delle primarie”.

Quanto alla dissonanza nel trittico, “Figuriamoci, la triade! Non è la prima volta che succede – ricorda – Rimarrà un rapporto di vicinanza ma come sempre ognuno decide con la sua testa”.

Comunque vadano le primarie nazionali, per ora secondo Lolli lo scenario abruzzese non cambierà: “Credo proprio che il congresso regionale si farà dopo il voto, saremmo matti a farlo un mese prima”, insomma se ne parla dopo maggio 2014.

PEZZOPANE, ”CON I RENZIANI VECCHI SI PERDEVA, IO RENZIANA NUOVA”

“Con i renziani della prima ora si perdeva, quindi c’è bisogno di renziani nuovi e io sono una nuova renziana”.

Così la senatrice del Partito democratico Stefania Pezzopane fa sentire dai microfoni di AbruzzoWeb il peso politico del suo ingresso nella schiera di sostenitori del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, cui ha aderito un po’ a sorpresa.

Anche il fautore del cambiamento deve correggere il tiro, insomma: “I renziani della prima ora hanno perso, se Renzi vuole vincere deve fare determinate cose e negli ultimi mesi le ha fatte”, sottolinea.

Quanto alla frattura della triade con Massimo Cialente e Giovanni Lolli, assieme ai quali ha retto negli ultimi vent’anni le sorti del centrosinistra aquilano, la Pezzopane fa notare che “ci siamo divisi già in altre situazioni del congresso, ho fatto scelte assolutamente diverse da Giovanni e da Massimo che, tra l’altro, hanno un po’ più di anni di me e hanno fatto altre esperienze rispetto alla mia”.

“Ho scelto come faccio sempre, sulla base di una delusione che ho avuto nella fasi finale della campagna elettorale e subito dopo – spiega – quando proprio da Bersani, che era quello che avevo sostenuto, abbiamo avuto proposte sbagliate che ci hanno portato a non ottenere il consenso che dovevamo né un governo di cambiamento”.

Inoltre c’è da parte della senatrice “la constatazione che tra tutti i candidati in campo il più credibile è comunque Renzi. Bisogna prendere atto che Gianni Cuperlo, che è una persona squisita e un amico con cui ho lavorato insieme in Fgci, ma anche Pittella, Civati, sono tutte brave persone, ma la credibilità e l’energia che ha Renzi non è paragonabile”. (alb.or.)

PD AQUILANO, DA PIETRUCCI, D’ALESSANDRO, PALUMBO E MARCHETTI FIDUCIA A RENZI

“Sosteniamo Matteo Renzi in questa sfida congressuale per il futuro del paese. L’Italia sta attraversando oramai una crisi di credibilità di tutte le istituzioni e le forze politiche alla quale non bastano più risposte ordinarie, improntate al buon senso. Un Parlamento che è stato umiliato da scandali, ruberie, vitalizi, incapacità di attuare quell’autoriforma che il paese reale realizzerebbe in 5 minuti (riduzione dei parlamentari, superamento del bicameralismo perfetto e una camera bassa con rappresentanti dei territori e delle regioni, una legge elettorale che consenta alla gente di scegliere parlamentari, governo e premier)”.

Lo scrivono in una nota i piddini aquilani Pierpaolo Pietrucci, consigliere Provinciale, Fabrizio D’Alessandro, consigliere provinciale, Stefano Palumbo, consigliere comunale e Mauro Marchetti, capo di Gabinetto.

“Da troppo tempo – affermano gli esponenti del Pd aquilano – sono necessari gli scandali (e l’azione della magistratura) per affrontare i nodi delle riforme più urgenti e necessarie. Abbiamo dovuto conoscere gli scandali del consiglio regionale del Lazio per affrontare la spesa pubblica, per affrontare il tema del finanziamento pubblico ai partiti, gli sprechi e i privilegi inammissibili, occultati nei meandri dei palazzi regionali. La politica, e anche il mio partito, hanno affrontato questi temi sempre dopo, arriviamo sempre in ritardo e le nostre buone intenzioni per rimediare, sono vanificate dall’indignazione crescente della società civile e della gente comune.Tutto questo è ancor più insopportabile e amplificato da una crisi economica che rende ogni giorno molte persone più povere, senza prospettiva e speranza. Il Partito Democratico, anche dopo le macerie del ‘ventennio’ berlusconiano, non riesce ancora a costruire un progetto politico, per una missione di governo, così che gli elettori sembrano orientarsi ai massimalismi di Beppe Grillo oppure all’allontanamento dalla politica, rinunciando ad andare a votare”.

“Oggi – proseguono – crediamo che l’unica possibilità per ricucire un rapporto di fiducia e di prospettiva tra noi e la gente sia quello di una svolta. Sì, crediamo ci sia bisogno di una cesura radicale e impertinente. Ci siamo quindi orientati verso la mozione Renzi perché è l’unica che può rappresentare quella svolta, diciamolo, quella rottura con il passato che il paese ci chiede e perché credo che possa interpretare i bisogni di innovazione e modernità di  di cui la politica ha bisogno. Matteo Renzi crediamo sia l’unico in grado di raccogliere consensi che vanno oltre il recinto (troppo piccolo) delle forze tradizionali del centrosinistra in Italia. Perchè crediamo che nelle società del terzo millennio e nell’attuale quadro politico caratterizzato da frammentazioni partitiche immobilistiche, la propensione alla leadership, non sia un difetto ma una necessità.Crediamo che per superare questa tremenda crisi economica sarà necessario dire parole di verità e che per affrontare i temi della competizione dovremo non dimenticare i diritti ma parlare più spesso di doveri e di merito”.

“Matteo Renzi una battaglia già l’ha vinta, costringendo il Paese intero, ad affrontare il tema dell’innovazione, del cambiamento e del rinnovamento, come processo irreversibile per salvare ed Europeizzare l’Italia”, concludono.

CON RENZI ANCHE CAPRI, IANNI, SALEM E DE PAULIS

Il capogruppo del Partito democratico al Comune dell’Aquila Maurizio Capri in vista del prossimo congresso nazionale del Pd e dell’elezione del segretario nazionale del partito rende nota la sua adesione, insieme ai consiglieri comunali Sergio Ianni e Alì Salem e all’esponente del Pd Tonino De Paulis, alla mozione che vede come candicato segretario Matteo Renzi.

“Tale decisione – si legge in una nota – è maturata da un percorso politico avviato da alcuni mesi con Americo Di Benedetto già candidato alle primarie del Pd alle scorse elezioni politiche in quota Renzi”.

Capri precisa, inoltre, che “nei prossimi giorni potrebbero arrivare altre adesioni alla mozioni Renzi da parte di alcuni esponenti dell’amministrazione comunale dell’Aquila”.