L’AQUILA – “Dal mio punto di vista c’è un quadro soddisfacente, abbiamo previsto 50 cantieri di restauro nel corso di quest’anno di cui circa la metà, 23, sono interventi avviati o in avvio. Altri 27 interventi sono in fase di progettazione”.
Lo ha detto il direttore regionale per i Beni culturali e paesaggistici dell’Abruzzo, Fabrizio Magani, annunciando un investimento complessivo da 125 milioni di euro per il 2013.
Il direttore ha tracciato il bilancio sulla ricostruzione dei monumenti distrutti dal terremoto del 6 aprile 2009 nel corso di una conferenza stampa in cui è stata presentata la partecipazione al Salone del restauro di Ferrara i prossimi 20 e 21 marzo.
“L’intervento sul patrimonio culturale – ha detto Magani – può fungere da traino sulla comunità aquilana, e servire a muovere l’iniziativa delle imprese in una situazione di grande sfiducia nonché a promuovere il talento locale legato al mondo del restauro”.
A Ferrara la direzione regionale andrà a spiegare al resto d’Italia le pratiche di ricostruzione monumentale e restauro dei beni culturali danneggiati dal sisma del 6 aprile 2009, confrontando le esperienze con altre ricostruzioni, in particolare quella dell’Emilia Romagna.
Oltre allo stesso Magani, a spiegare le linee della missione sono state la soprintendente per i Beni architettonici e paesaggistici Alessandra Vittorini e la soprintendente per i Beni storici, artistici ed etnoantropologici Lucia Arbace.
“Parteciperemo a due incontri – ha aggiunto Magani – Il primo il giorno 20, importantissimo per fare il punto sulle reciproche esperienze e sulle prospettive future. Il tema del recupero e della conservazione è un tema non solo tecnico ma anche culturale e ci sarà una partecipazione corale dell’amministrazione”.
Quanto al secondo incontro, intitolato “Tra mura sicure”, legato al tema della vulnerabilità sismica anche dopo il dramma di quasi quattro anni fa, per il direttore regionale “abbiamo cominciato a fare verifiche e ad acquisire dati sulla vulnerabilità sismica del nostro patrimonio: è quello che tutte le amministrazioni dovrebbero fare, capire il rischio per le persone e le cose per programmare gli interventi”, ha concluso.
La soprintendente Vittorini ha sottolineato che “nel comune dell’Aquila ci sono 500 edifici individuali vincolati, e 800 nei 57 comuni del ‘cratere’, cifre che si raddoppiano contando quelli vincolati per legge. A Ferrara – ha sottolineato – avremo il dovere di affrontare l’aspetto corale, i rapporti istituzionali e la gestione dei processi organizzativi quando il restauro si rapporta con l’emergenza”.
Secondo la soprintendente Arbace, infine, nell’ottica di un restauro che sia culturale e non solo tecnico, deve proseguire “l’esperimento dell’anno scorso quando abbiamo presentato il cantiere aperto del restauro soffitto della basilica di San Bernardino. Un percorso che può andare avanti anche in altri cantieri della città”, ha concluso.





