L’AQUILA – Parla con insistenza di coesione, di necessità che la politica locale, sull’Aquila da ricostruire e su altre questioni vitali per l’Abruzzo, viaggi su un’unica lunghezza d’onda.

Lo ha fatto anche oggi Ezio Rainaldi, consigliere di Confindustria L’Aquila, in occasione dell’incontro tra la stessa Confindustria, l’Associazione nazionale costruttori edili dell’Aquila (Ance) e i candidati di tutti gli schieramenti, non soltanto locali, alle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio prossimi.

Un incontro allargato, quello all’auditorium dell’Ance del capoluogo, “un’occasione per cercare di orientarsi al meglio in un periodo poco felice specie per L’Aquila, in un clima di condivisione e senza traccia di propaganda elettorale”.

Ai candidati è stato sottoposto un documento programmatico, a firma delle due associazioni di categoria, che affronta punto per punto le emergenze del post-terremoto.

“Ho voluto lanciare un messaggio a tutte le forze in campo – dichiara Rainaldi ai microfoni di AbruzzoWeb, commentando il vertice – e spero che venga recepito. In certi frangenti le appartenenze politiche vanno messe in disparte, all’Aquila l’emergenza post-sisma è già dura e diventerà drammatica se non ci saranno fondi certi anno per anno e se non si metterà la parola fine alla diatriba sulla restituzione delle tasse e dei contributi”.

Parecchi e tutti ‘corposi’ i capitoli del documento, considerato “di rottura”, tra cui spiccano certezza e regolarità dei flussi di finanziamento dela ricostruzione, velocizzazione dei pagamenti alle imprese da parte della pubblica amministrazione, ripristino del contributo agevolato come forma di finanziamento per i progetti della ricostruzione privata, snellimento burocratico e semplificazione amministrativa, potenziamento della linea ferroviaria Pescara-Sulmona-Avezzano-Roma, annullamento delle delibere Inps e Inail che pretendono la restituzione totale dei contributi decurtati del sisma e il sostegno dele ragioni del ‘cratere’ presso l’Unione Europea, riconoscimento della Valle Peligna come area di crisi regionale.

Quindici i candidati che si sono iscritti a parlare al lungo e partecipato dibattito, rappresentanti vecchi e nuovi del territorio provinciale ma anche di fuori provincia, e capilista di fuori regione.

Agli aspiranti parlamentari che hanno esposto le loro proposte e le loro intenzioni è stato infine chiesto un contatto costante con le categorie produttive provinciali per tutta la durata della legislatura, per meglio sintonizzare l’azione di governo con le reali esigenze delle imprese e del territorio. Roberto Santilli